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Questo si che è tennis. Il match tra Novak Djokovic e Carlos Alcaraz Garfia valido per la finale del Mutua Madrid Open resterà nella storia dello sport.

E’ il secondo scontro generazionale per il 19enne di Murcia, che proprio ieri ha sconfitto il 35enne Rafael Nadal in tre set (6-2, 1-6, 6-3). Quest’oggi per la prima volta trova dall’altra parte della rete il numero 1 del mondo, deciso a riprendersi la scena dopo un lungo periodo di assenza. E si direbbe che lo stia facendo nel migliore dei modi, se non teniamo conto del pessimo esordio all’Open di Montecarlo, in cui perse amaramente contro lo spagnolo Davidovich-Fokina. Ma oggi è tutta un’altra storia.

Anche Carlos Alcaraz ha sete di vittoria, alla bramosa ricerca della seconda finale in carriera in un Masters 1000. A 19 anni appena compiuti e reduce dalla vittoria all’ATP di Barcellona contro il connazionale Carreno Busta, il talento della racchetta è a caccia di record. Beh, considerando la sua scalata alla nona posizione del ranking mondiale, è sulla strada giusta per riuscire ad entrare nell’élite di questo sport. Il ragazzo che si allenava presso la Rafa Nadal Academy adesso potrebbe effettivamente fare la storia. Punta infatti a diventare il secondo giocatore più giovane a battere Djokovic dopo Krajinovic, che ci riuscì 22 anni fa. Ed anche il primo a mettere k.o. il numero 1 ATP dal 2005, quando un 19enne Nadal prevalse su Roger Federer al Roland Garros.

E non finisce qui. Battendo i mostri sacri Nadal e Djokovic in due giorni consecutivi, Alcaraz entra di diritto nella lista di campioni che sono riusciti nell’impresa, quali Federer, Roddick, Davydenko e Nalbandian.

Menzione speciale per David Nalbandian, che addirittura riuscì a sconfiggere uno dopo l’altro i tre Big Three (Nadal, Djokovic e Federer) all’Open di Madrid 2007. Certo, Carlos non potrà eguagliare l’ex tennista argentino, in quanto ‘Re Roger’ non è presente quest’anno al Caja Magica.

Il match Alcaraz-Djokovic

Il Manolo Santana Stadium fa ovviamente il tifo per l’idolo di casa. Ciò non ferma Nole nell’aggiudicarsi il sofferto primo set, concluso al tie-break (7-6). Alla vista della palla dell’iberico fermata dalla rete, il numero 1 al mondo si lascia andare ad un grido liberatorio. Forte della maggiore esperienza e di complesse variazioni, Djokovic riesce a chiude il primo parziale dopo aver subito un break.

Tuttavia, il nervosismo gli gioca brutti scherzi nel secondo set. Di fronte ad una serie di magnifici vincenti dello spagnolo, il serbo perde il parziale per 5-7, non riuscendo a recuperare il break subito nel dodicesimo gioco. Nonostante un incredibile prestazione al servizio di Djokovic, Alcaraz non è disposto a perdere l’opportunità di arrivare in finale, dove sfiderebbe uno fra Tsitsipas e Zverev.

E infatti al terzo set riceve la standing ovation del pubblico quando, con un lungolinea vincente, si porta avanti 5-4. Come nel primo set, anche il terzo si conclude al tie-break, con 7 mini break vinti dall’iberico contro i 5 del serbo.

Dopo più di tre ore di gioco ed in un clima che si potrebbe definire surreale, Carlos Alcaraz conquista la finale del Masters 1000 di Madrid.