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Chi segue il tennis sa quanto sia forte il legame tra l’ex numero 1 del mondo Andy Murray e la madre Judy.

Per il tennista britannico la mamma non solo è colei che lo ha sostenuto e accompagnato lungo la sua longeva carriera in quanto figura genitoriale. Judy è stata infatti la sua istruttrice nonché coach di fama internazionale. Ha seguito Andy e il fratello maggiore Jamie sin dal loro ingresso nel circuito professionistico, rendendoli validi atleti nello sport con la racchetta.

Possiamo dunque immaginare come si sia sentito Murray dopo le scioccanti rivelazioni che la madre ha dato ai giornalisti del Sunday Post. In una toccante intervista la donna scozzese ha dichiarato di aver subito un’aggressione sessuale nel 2014. Secondo quanto testimoniato da Judith, la violenza ai suoi danni fu perpetrata da un uomo ubriaco, che le ha procurato un trauma con pesanti ripercussioni sulla sua salute mentale. Da quel momento, la madre di Sir Andy ha vissuto momenti difficili, accusando ripetuti dolori di stomaco. In aggiunta, la donna vive da 8 anni forti disagi quando si trova costretta ad affrontare incontri pubblici.

Judy ha spiegato il motivo per il quale ha tenuto nascosto per molto tempo questo terribile evento.

“Troppo spesso alle donne viene fatto sentire che il mondo dello sport non fa per noi e che la nostra presenza non è né gradita né importante. Se non facciamo rumore, nessuno ci sente. Dobbiamo denunciare ingiustizie e comportamenti inaccettabili. Lo capisco adesso”.

Alla luce della notizia appresa dai giornali, Andy Murray si è confidato con la testata Bloomberg, affermando: “Mia madre mi ha inviato un messaggio in quel momento per farmi sapere che era uscito un articolo al riguardo. Ero davvero arrabbiato per lei. Ero davvero sconvolto ma non sapevo cosa dire. Le ho mandato una risposta, l’ho chiamata il giorno dopo per parlarle e per assicurarmi che stesse bene”.

“Sono storie che purtroppo fanno parte della vita quotidiana e accadono sempre più spesso. Ahimè è una cosa ormai familiare per tante donne. Questo tipo di comportamento non dovrebbe essere tollerato da nessuna parte”. Con queste parole conclude il suo intervento il vincitore di Wimbledon nel 2013 e 2016, che si appresta ad esordire nello Slam londinese contro James Duckworth.

Il tennista dunque parteciperà a Wimbledon dopo aver subito un infortunio durante la finale a Stoccarda contro Matteo Berrettini.