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La prossima edizione di Wimbledon non sarà una competizione, bensì un’esibizione.

Il motivo? Il circuito ATP (Association of Tennis Professionals) ha messo in atto il tanto temuto provvedimento che aveva minacciato di adottare settimane fa.

Ma procediamo con ordine.

In seguito all’invasione russa in Ucraina, gli organizzatori del Grand Slam britannico avevano scelto di escludere i tennisti russi e bielorussi dalla competizione. Ciò ovviamente ha scatenato un caos tra tennisti ed appassionati di questo sport, ma ha anche generato una dura reazione da parte dell’ATP. Secondo quest’ultimo, per denunciare il regime di Minsk, sarebbe bastato che gli atleti si iscrivessero al Major inglese come neutrali, dunque senza bandiera.

Tuttavia, di fronte ad una così estrema interpretazione delle linee guida del governo di Londra da parte della LTA (Federtennis britannica), il circuito professionistico maschile ha optato per una risposta altrettanto estrema, che non ha placato le polemiche. Anzi, ha fatto infuriare ancor di più il mondo dello sport.

La decisione dell’ATP

In un comunicato, l’ATP ha annunciato:

“La possibilità per i tennisti di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei in base al merito e senza alcuna discriminazione è alla base del nostro sport e del circuito intero. La decisione di Wimbledon di vietare ai tennisti russi e bielorussi di gareggiare nel Regno Unito mina l’integrità del sistema del ranking Atp ed è assolutamente incoerente con le classifiche attuali. Di conseguenza e con estremo rammarico siamo costretti a rimuovere i punti del Ranking Atp per la prossima edizione di Wimbledon.

Tale provvedimento, come spiegato dai vertici del circuito, è circoscritto a Wimbledon e non agli altri tornei che si terranno in Gran Bretagna, quali Queen’s e Eastbourne. Questi, pur essendo chiusi a russi e bielorussi, non costituiscono un disagio per i tennisti, poiché in quel periodo potranno giocare altri Challenger. Dato che Wimbledon è l’unico evento in calendario dal 27 giugno al 10 luglio, la loro esclusione avrebbe compromesso il meccanismo di formazione delle classifiche.

L’ATP ha specificato che tutti gli atleti perderanno i punti guadagnati a Wimbledon lo scorso anno. Essi «usciranno dalle classifiche come prescrivono le regole al termine delle 52 settimane dall’evento dello scorso anno. Per cui nel ranking del 2022 i giocatori non avranno punti riferiti al torneo di Wimbledon». Al contempo, quest’anno i tennisti non potremmo guadagnare punti.

Il torneo di tennis più antico del mondo, nonché il più ricco, diventerà, almeno per quest’anno, una semplice esibizione.

La sanzione a Wimbledon costa cara al n.1 azzurro

I più attenti avranno già capito che questa decisione penalizzerà non poco un tennista nello specifico. Parliamo dell’italiano Matteo Berrettini, che aveva annunciato di rientrare in campo proprio in occasione del Major britannico, dopo un lungo stop. Da marzo di quest’anno, il numero 1 azzurro sta ancora riprendendo le forze dopo un’operazione alla mano destra. L’infortunio gli è costato la stagione sul rosso, compreso il prossimo Roland Garros, dunque il 26enne sperava di rientrare sull’erba di Wimbledon. Proprio qui l’anno scorso è arrivato in finale contro il numero uno del mondo Novak Djokovic. Nonostante abbia perso, a causa del sopracitato provvedimento perderà i preziosi 1200 punti senza poterli recuperare. Stesso vale per Nole, anch’egli penalizzato perché non potrà difendere i 2000 punti, rischiando così la prima posizione nel ranking.

I 1200 punti di Berrettini sarebbero stati punti importantissimi per la sua posizione nel ranking e soprattutto per la sua permanenza nella Top 10. Stando alle ultime novità, ciò sembra ormai impossibile. In più, questo potrebbe provocare il sorpasso di Jannik Sinner ai danni del 26enne romano. L’altoatesino, che invece parteciperà al Roland Garros, non avendo alcun punto da difendere a Wimbledon, avrebbe l’occasione di scavalcare il connazionale, diventando il n.1 d’Italia.