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Tre settimane fa Jannik Sinner lasciava l’All England Club con un pò di amarezza, dopo essersi fermato ai quarti di finale di Wimbledon. Il n.1 azzurro era riuscito a strappare due set al campione serbo Novak Djokovic, per poi assistere alla sua fenomenale rimonta nei tre parziali successivi. Nonostante la sconfitta, Jannik ha finalmente spezzato la ‘maledizione’ dell’erba, riuscendo a vincere quattro partite sul verde, superficie sulla quale prima di allora non aveva vinto alcun match.

Dopo una breve pausa dalle gare, è volato in Croazia per disputare l’ATP 250 di Umago. Qui ci si aspettava una prestazione decisamente più incisiva da parte dell’altoatesino, che è comunque passato ai quarti di finale dell’Open croato. Dopo Jaume Munar, che ha sconfitto per 6-4, 6-4, domani incontrerà un altro spagnolo, Roberto Carballes Baena, n.86 del ranking.

Gli azzurri ad Umago

Sinner non è l’unico italiano ad aver raggiunto i quarti nel ‘250’ di Umag: il 20enne Giulio Zeppieri, n.168 ATP, li ha conquistati per la prima volta in carriera dopo aver sconfitto in tre set Daniel Galàn. Tra gli azzurri presenti al torneo, figurano anche il 29enne Franco Agamenone (n. 136 del ranking), il coetaneo Marco Cecchinato (n.151 ATP) e il talentuoso 20enne Lorenzo Musetti che, con la conquista del torneo di Amburgo (suo primo titolo nel circuito maggiore), è salito alla 31esima posizione nella classifica mondiale. All’Open tedesco Musetti è riuscito nella stessa impresa del connazionale Sinner: battere Carlos Alcaraz, la stella nascente del tennis che quest’anno ha già vinto 4 titoli nel circuito.

Il 19enne di Murcia è la prima testa di serie ad Umago nonché detentore del titolo, dunque non è esclusa la possibilità che voglia prendersi la rivincita su un italiano. E di italiani in questo torneo ce sono parecchi, tant’è che oggi si disputerà il derby azzurro tra Musetti e Cecchinato, il cui vincitore potrebbe incontrare Agamenone (impegnato contro Baez) ai quarti di finale, per poi eventualmente sfidare Sinner in semifinale.

Le parole di Sinner su Wimbledon

In attesa di scoprire quali saranno i risultati dei match in programma nella giornata odierna, Jannik ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui ha ricordato l’esperienza dei Championships 2022. Con indosso lo stesso completo utilizzato a Wimbledon, Sinner ripercorre quei momenti ammettendo: “Penso ancora alla partita, certo. Dopo qualche giorno passato di malumore, ho provato a vedere il lato positivo. Novak ha dovuto alzare il livello al massimo, altrimenti sarebbe finita diversamente. Sembra che io sia crollato dopo il secondo set, invece no. È lui che mi ha portato in un’altra dimensione. Provi a capire se abbia un segreto per rimontare da due set sotto. Nel quinto set ha risposto il 92% delle volte, dunque più il match andava avanti, più riusciva a leggere i miei colpi. Questo ti stimola. Lavoro ogni giorno per essere più imprevedibile”. 

Gli obiettivi del team Vagnozzi

Poi, la consueta domanda sul nuovo team dell’altoatesino, che da inizio anno ha visto un andirivieni di tecnici e coach, finendo con stabilizzarsi solo prima di Wimbledon. A proposito della sua squadra, Jannik spiega: Passo più ore con Simone Vagnozzi che con chiunque altro. Poi sono arrivati anche i preparatori Ferrara e Bianchi e infine Cahill. Il gruppo deve lavorare in armonia, se c’è qualche problema si risolve assieme”. Su Darren Cahill, che in carriera ha guidato, tra i molti campioni, Andre Agassi, Andy Murray, Ana Ivanovic e Simona Halep, l’azzurro dice:È la persona più buona che conosca. Disponibile, gentile, fa gruppo. A Wimbledon si è messo a fare il barbecue con noi con grande umiltà. Anzi, per fortuna, perché ci ha salvato la cena. È quello che nel circuito ha più esperienza e sa trovare la parola giusta nel momento opportuno. Un giocatore questo lo avverte e fa il pieno di tranquillità“.

Sottolinea dunque quali siano gli obiettivi, suoi e del suo team: “Voglio superare lo scoglio dei quarti in uno Slam, voglio andare più lontano, fino in fondo. Continuando a lavorare così bisogna porsi traguardi più importanti. Finora la stagione è stata buona, ma poteva essere migliore senza i problemi fisici, avuti mentre stavo giocando bene”. 

Infine, non mancano le parole d’elogio nei confronti dell’amico e connazionale Musetti e la sua vittoria al German Open: Ho visto la finale, bellissima vittoria. Noi italiani vogliamo che la gente continui ad appassionarsi al tennis con noi.