• Tempo di Lettura:2Minuti

Adriano Panatta ha partecipato alla quinta edizione del Filming Italy Sardegna Festival. Qui, ha spiegato come vede cambiato il tennis di oggi rispetto a quando a giocare era lui.

L’ex tennista non ha mai risparmiato critiche nei confronti degli atleti che attualmente compongono il circuito ATP. Un esempio sono state le recenti affermazioni sulla forma fisica del numero 1 italiano Jannik Sinner, reo di subire un infortunio dopo l’altro a soli 20 anni.

Già alcune settimane fa, Toni Nadal, zio della leggenda spagnola, aveva espresso la sua opinione circa lo stile di gioco delle nuove generazioni. L’allenatore di Felix Auger-Aliassime, dopo il ritiro di Jo Wilfred Tsonga, ha pubblicato un editoriale su El Pais.

“Con Tsonga se ne va uno stile che, credo, in pochi anni sarà completamente scomparso – si legge sul quotidiano spagnolo – Il tennis del giocatore che gioca più con il cuore che con la tecnica e che tende a coinvolgere il pubblico più degli atleti completi e perfetti. Oggi ci sono solo robot.

Alle parole di ‘Zio Toni’ fanno eco quelle del nostrano Panatta, anch’egli nostalgico del gioco finalizzato a regalare spettacolo al pubblico. All’ANSA dice: “Sicuramente il tennis non è più quello di una volta, è ormai più biomeccanica che talento. Il tutto praticato da atleti super allenati, più alti, più forti e più veloci di quelli di prima: il talento, data la velocità estrema, è più difficile che emerga”.

‘Ascenzietto’, così come viene soprannominato (dal nome del padre, Ascenzio) poi sottolinea come oggi giorno sia tutto orientato al marketing.

“Il tennis è cambiato totalmente. C’è molta più professionalità, interessi e business. Basti pensare che ai miei tempi quando dovevo giocare all’estero ero io che mi compravo il biglietto e poi andavo a Fiumicino”