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Stabilicum e suppletive di Reggio Calabria: la politica italiana arriva al bivio

Di — In Politica
Settembre 24, 2026
Stabilicum e suppletive di Reggio Calabria: la politica italiana arriva al bivio

La politica nazionale si trova davanti a due eventi importanti: il primo è la nuova legge elettorale, denominata Stabilicum – o Melonellum dai suoi detrattori – che è arrivata all’ultima curva del suo iter. L’altro, invece, sono le elezioni suppletive di Reggio Calabria del 27 e 28 settembre, indette per assegnare il seggio alla Camera lasciato vacante dall’ormai ex deputato Francesco Cannizzaro, eletto sindaco della città dello Stretto grazie al trionfo ottenuto alle amministrative dello scorso maggio.

Una coincidenza temporale non da poco: proprio mentre Reggio andrà alle urne, a Roma la riforma elettorale affronterà lo snodo cruciale della Commissione Affari Costituzionali. Negli ultimi mesi le opposizioni hanno accusato il governo di centrodestra, presieduto da Giorgia Meloni, di aver dato priorità alla riforma della legge elettorale e non ai tanti problemi che affliggono gli italiani, come l’aumento dei prezzi dei carburanti, conseguenza della terza guerra del Golfo che vede coinvolti gli Stati Uniti e l’Iran. Ed è in questo delicato scenario geopolitico che lo Stabilicum ha iniziato a prendere forma, ma la sua stesura ha diviso anche la maggioranza, soprattutto sul tema delle preferenze.

L’iter della legge elettorale

Nella seduta del 14 luglio della Camera dei Deputati, il governo Meloni ha vacillato, in quanto è stato costretto a incassare una pesante sconfitta sulla reintroduzione delle preferenze e sui criteri legati alla parità di genere. L’emendamento era stato bocciato con ben 188 voti contrari e 187 favorevoli. Il tutto è rientrato nella seduta del 16 luglio, quando il testo ha superato il primo step, passando al Senato, dove è rimasto per due mesi, complice anche la pausa estiva del Parlamento.

Il 15 settembre lo Stabilicum è stato approvato dalla maggioranza di Palazzo Madama e rimandato a Montecitorio. Entro domenica 27 settembre la Commissione Affari Costituzionali della Camera dovrà concludere l’esame degli emendamenti, mentre la seduta del voto finale sarà nei primi giorni di ottobre.

Meloni pone la fiducia del governo sulla legge elettorale

Nel corso della trasmissione 5 Minuti, condotta da Bruno Vespa su Rai 1 e andata in onda lunedì 22 settembre, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che, se «non c’è la fiducia nel governo, penso che ne dovremo prendere atto».

Parole, quelle della Premier, inequivocabili sul fatto che la fiducia dell’esecutivo sia collegata alla nuova legge elettorale e che ricordano molto quelle di Matteo Renzi, che, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, aveva dichiarato che, se la sua riforma fosse stata bocciata dal popolo, si sarebbe dimesso da Presidente del Consiglio e avrebbe lasciato la politica.

Il governo da lei presieduto lo scorso 4 settembre è diventato il più longevo della storia repubblicana e, in caso di elezioni anticipate, questo potrebbe essere un vantaggio su un centrosinistra ancora oggi disorganizzato sul programma e sulla figura del leader, con l’ex premier e leader del M5S Giuseppe Conte favorito sulla segretaria del PD Elly Schlein per essere lo sfidante di Giorgia Meloni.

Le elezioni suppletive di Reggio Calabria

Intanto anche la campagna elettorale per le elezioni suppletive di Reggio Calabria è arrivata agli sgoccioli. Sono ben quattro i candidati che domenica 27 e lunedì 28 settembre si contenderanno il seggio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro alla Camera dei Deputati.

Per il centrodestra correrà l’avvocato romano Fabio Rosciòli, tesoriere di Forza Italia, partito che conta un peso notevole in Calabria. A cercare di mettere i bastoni tra le ruote all’uomo del centrodestra ci ha pensato il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, che, invece di cercare alleanze e dialogo con la coalizione che attualmente è alla guida del Paese in vista delle elezioni politiche del 2027, ha preferito un percorso autonomo e, da bravo incursore, l’ex generale ha sottratto al partito azzurro uno dei suoi uomini più longevi in consiglio regionale: il dottore Domenico Giannetta, ex Presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia.

Per il centrosinistra, invece, il candidato è il noto cardiologo reggino Frank Benedetto, mentre il quarto in comodo è Francesco Toscano, leader di Democrazia Sovrana Popolare, partito di cui fino a pochi mesi fa era membro anche a Marco Rizzo, già candidato alla presidenza della Regione Calabria alle ultime elezioni vinte da Roberto Occhiuto.

Vannacci contro Occhiuto: è scontro a destra

Durante la campagna elettorale, centrodestra e destra sovranista non se le sono mandate a dire: Vannacci ha accusato il presidente della Calabria Occhiuto, nonché vicesegretario di Forza Italia, di “imporre candidati calati dall’alto” e, in riferimento al successo del partito tedesco AfD alle elezioni regionali del 6 settembre, ha dichiarato che Reggio Calabria sarà la sua Sassonia. La risposta del governatore calabrese è stata altrettanto forte, dichiarando in un incontro pubblico che “Con i mercenari e i traditori, le battaglie non si vincono”. Al di là della campagna elettorale e dei toni forti tra le due fazioni, la domanda che molti elettori si chiedono è:

Ha senso votare e spendere soldi pubblici per delle elezioni suppletive a pochi mesi dalle elezioni politiche?



La risposta è sì, in quanto il Rosatellum, la legge elettorale vigente, prevede un meccanismo maggioritario in cui i cittadini scelgono una persona e non è possibile lasciare un seggio vacante o pescare il primo dei non eletti dal proporzionale per occupare un seggio uninominale, in quanto si violerebbe la natura stessa del voto espresso dagli elettori di quel territorio nel 2022

Inoltre, in base all’articolo 61 della Costituzione, «Le Camere devono operare nella loro pienezza fino all’ultimo giorno utile della legislatura», quindi, anche se il governo dovesse perdere la fiducia, queste resteranno operative.

Questo rende necessarie le elezioni suppletive del 27 e 28 settembre che, a questo punto, rappresenteranno un importante termometro politico in vista dell’appuntamento cruciale del 2027.

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