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Strade sicure, la Lega accelera: “Più militari nelle città”. Crosetto frena

Di — In Politica
Settembre 14, 2026
Il Carroccio chiede di aumentare da 6.800 a 10mila i militari impegnati nelle città. Crosetto frena: “Non per motivi estetici”. Giovedì la mozione della Lega approda in commissione Difesa alla Camera.

La sicurezza torna a essere terreno di confronto nel centrodestra. A rilanciare con forza il tema è la Lega, che chiede di aumentare “subito” il numero dei militari impegnati nel presidio di strade, piazze e stazioni, potenziando l’operazione “Strade sicure”, che attualmente conta circa 6.800 soldati.

Una richiesta che trova però la frenata del ministro della Difesa Guido Crosetto. “Basta che non sia per motivi solo ‘estetici’, per far vedere qualche mimetica per strada”, ha replicato il ministro in un articolato post su X.

Crosetto ha ricordato la necessità di intervenire attraverso una legge di riordino della Difesa, indicata come lo strumento per rendere “legalmente possibile” l’impiego dei militari anche nel contrasto alla criminalità.La Lega, però, non arretra e, proprio richiamando le parole del ministro, chiede una svolta “già dalla prossima settimana”.

Non una presenza simbolica, sottolinea il Carroccio, ma “migliaia di ragazzi e ragazze addestrati e armati che potrebbero uscire dalle caserme e affiancare le forze dell’ordine”.

In una nota, il partito di Matteo Salvini interpreta dunque le parole della Difesa come un’apertura, sorvolando però sulla proposta della legge di riordino indicata da Crosetto. Il ministro, infatti, la considera una strada alternativa alla risoluzione che la Lega porta avanti da novembre per ottenere un impegno sul rafforzamento dell’operazione “Strade sicure”.

Dopo mesi di stallo, il Carroccio spinge ora affinché la risoluzione venga votata in Parlamento. Il pressing sembra aver prodotto un primo risultato: giovedì la mozione sarà all’ordine del giorno della commissione Difesa della Camera.

“Speriamo sia la volta buona”, commenta il leghista Eugenio Zoffili, presidente del gruppo della Lega in commissione, che accusa la maggioranza di aver accumulato ritardi e parla di “scuse e fantasiose ricostruzioni”, richiamando “atti e corrispondenza ufficiale” a sostegno della propria posizione.

Lo scontro interno alla maggioranza

Il braccio di ferro su “Strade sicure” non è tuttavia una novità. La questione divide da mesi la maggioranza, con le posizioni più distanti tra Lega e Fratelli d’Italia.

Anche Forza Italia, pur senza sposare pienamente la linea del Carroccio, ha manifestato in passato alcune perplessità sulla proposta leghista, parlando di una questione soprattutto “tecnica” e chiedendo che l’impiego dei militari non finisca per sottrarli alle altre esigenze legate alla sicurezza.

La Lega insiste invece sull’obiettivo di portare a 10mila i soldati impegnati nelle città per contrastare la criminalità. Secondo il partito, sarebbero 61 i capoluoghi di provincia “scoperti”, mentre il costo dell’operazione ammonterebbe a circa 109 milioni di euro all’anno.

Nel frattempo, dalla Difesa continuano ad arrivare riserve sull’attuale configurazione dell’operazione. Crosetto ha cercato di chiarire la propria posizione ricordando di essere stato tra i promotori di “Strade sicure”, insieme all’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa e a Guido Cossiga, quando ricoprivano il ruolo di sottosegretari.

“La facemmo nascere, contro tutti e tutto”, ha ricordato Crosetto, spiegando però che l’operazione non venne realizzata nella forma inizialmente immaginata, ma fu sottoposta a numerosi “vincoli”, tra lacci burocratici e legislativi, oltre a problemi logistici e legati all’addestramento e all’equipaggiamento dei militari.Da qui, ha spiegato il ministro, era arrivata all’epoca la sua proposta alternativa: “arruolare 10.000 carabinieri in più”, personale appartenente alla Difesa ma dotato di tutti i poteri propri delle forze di polizia.

Al di là dell’esito della risoluzione alla Camera, la sicurezza resta dunque uno dei temi su cui la Lega sembra intenzionata a insistere, anche in vista dei prossimi appuntamenti politici. Il dossier “Strade sicure” si inserisce infatti in una fase di tensione interna alla maggioranza, con il Carroccio impegnato a rafforzare la propria identità sui temi della sicurezza e dell’immigrazione.