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Misure cautelari per un ex responsabile della cybersecurity e un dirigente. Trafugati dati per 10 giga: 100.000 file di gestione amministrativo-contabile, ma anche progettazioni di componenti aeromobili civili e velivoli militari destinati al mercato italiano e internazionale. Erano 94 le postazioni di lavoro presi di mira nell’attacco

Non è un attacco hacker qualunque. Perché non è un’azienda qualunque e perché le persone coinvolte non sono ignote figure che agivano protette dall’anonimato della rete. I protagonisti di una vicenda che ricorda tanto una serie tv come ‘Robot’ e le più intriganti sceneggiature di spy story sono l’azienda produttrice di armamenti più importante d’Italia (e tra le più importanti del mondo) e due suoi dipendenti: un ex responsabile proprio della cybersecurity e un dirigente. Sono stati arrestati con l’accusa di aver sottratto giga s giga di dati alla divisione aerostrutture e velivoli di Leonardo Spa e di aver poi nascosto la gravità dei fatti.

Le accuse formali non rendono la reale portata del caso: accesso abusivo al sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni telematiche e trattamento illecito di dati personali sono le ipotesi di reato formulate per l’ex dipendente, ora in carcere; mentre per il dirigente, ai domiciliari, quella di depistaggio.

L’indagine è nata da un episodio del gennaio 2017, quando la struttura di cybersecurity di Leonardo Spa ha segnalato un traffico di rete anomalo in uscita da postazioni di lavoro dello stabilimento di Pomigliano d’Arco generato da un software sconosciuto ai sistemi antivirus Aziendali: cftmon.exe. Il traffico era diretto alla pagina web www.fuijamaaltervista.org per la quale oggi è stato disposto il sequestro preventivo.