Un’ora di conversazione telefonica tra Vladimir Putin e Donald Trump riapre il canale diplomatico tra Mosca e Washington sulla guerra in Ucraina, mentre sul terreno sono ripresi i combattimenti dopo tre giorni di tregua.
Il colloquio arriva a ridosso della missione a Mosca e Kiev degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati nei giorni scorsi nel tentativo di rilanciare il confronto tra le parti.
Secondo il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, durante la telefonata Putin avrebbe indicato a Trump alcune «azioni concrete» che gli Stati Uniti potrebbero intraprendere per contribuire ad accelerare la fine delle ostilità. I due presidenti hanno inoltre discusso degli incontri avuti da Witkoff e Kushner con il leader russo e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Da Mosca è arrivata una valutazione positiva della missione americana.
Tra i temi affrontati anche la possibilità di un nuovo scambio di prigionieri e altre questioni umanitarie, sulle quali entrambe le parti avrebbero manifestato la disponibilità a proseguire il confronto. Trump, secondo Ushakov, ha ribadito la volontà di arrivare alla conclusione del conflitto «il prima possibile». Putin ha invece collegato una possibile soluzione della guerra alla prospettiva di un «ripristino delle relazioni» tra Mosca e Washington.
Nel corso della conversazione, il presidente russo ha inoltre negato di avere intenzioni aggressive nei confronti dell’Europa, accusando Bruxelles di utilizzare la «minaccia russa» per giustificare l’aumento della spesa militare e il sostegno all’Ucraina. Putin ha poi elogiato l’impegno di Melania Trump a favore del ricongiungimento dei bambini russi e ucraini con le rispettive famiglie.
I nodi del negoziato restano
Nonostante la ripresa del dialogo, sulle questioni più controverse la posizione di Mosca appare sostanzialmente invariata. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito gli sforzi diplomatici americani «meritevoli di sostegno», riferendo che Witkoff e Kushner avrebbero confermato la contrarietà di Trump all’ingresso dell’Ucraina nella Nato e la necessità di tenere conto della «realtà sul terreno». Due elementi che il Cremlino considera favorevolmente.
Lavrov ha tuttavia invitato l’Occidente a non «entusiasmarsi troppo» per le nuove proposte di pace, accusando i governi occidentali di avere già contribuito in passato al fallimento di precedenti tentativi negoziali, spingendo Kiev a respingere alcune ipotesi di accordo.
La telefonata tra Putin e Trump rappresenta quindi un segnale di riapertura del confronto diretto tra Washington e Mosca, ma non sembra ancora tradursi in un’intesa sui principali nodi del conflitto. La diplomazia torna a muoversi, mentre sul campo la tregua di tre giorni è terminata e le operazioni militari sono riprese.
A sottolineare l’importanza di mantenere aperto il dialogo è intervenuto anche il segretario al Tesoro americano Scott Bessent. “Se non si parla con la Russia, non si può fermare la guerra in Ucraina”, ha affermato, secondo quanto riportato da Bloomberg.