Reggio Emilia, scoperta una maxi fabbrica clandestina di sigarette
La Guardia di Finanza ha scoperto a Reggio Emilia una fabbrica clandestina destinata alla produzione di sigarette contraffatte. L’impianto era stato allestito in un capannone industriale nella zona del Villaggio Crostolo, in via Gasparini, e occupava una superficie di circa 5 mila metri quadrati.
Nel corso dell’operazione sono state sequestrate oltre 40 tonnellate di tabacco lavorato, insieme a macchinari e materiale utilizzato per la produzione e il confezionamento delle sigarette. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la struttura era organizzata per sostenere una produzione su larga scala, con una capacità stimata in oltre un milione di sigarette al giorno.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Reggio Emilia e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, ha portato a 11 persone indagate. Le accuse contestate a vario titolo riguardano produzione illecita, contrabbando di tabacchi lavorati ed evasione fiscale. Cinque persone sono state arrestate complessivamente, tra misure cautelari ed esecuzione in flagranza.
Il danno fiscale stimato dagli inquirenti ammonta a circa 24 milioni di euro tra Iva e accise. Il possibile giro d’affari, secondo le stime investigative, avrebbe potuto raggiungere circa 32 milioni di euro in sei mesi attraverso la vendita nei circuiti illeciti.
La fabbrica produceva sigarette con marchi contraffatti, destinate presumibilmente al mercato illegale. Gli accertamenti hanno riguardato anche la provenienza del tabacco, la disponibilità del capannone e la rete di persone coinvolte nella gestione dell’impianto.
L’operazione conferma l’attenzione delle autorità sul contrabbando di tabacchi, un fenomeno che incide sulle entrate fiscali dello Stato e alimenta canali commerciali fuori dal mercato legale.

