Le perle nascoste dell’Adriatico: alla scoperta delle Isole Tremiti
Quando si pensa alla Puglia balneare, la mente corre subito alle spiagge dorate del Salento o alle scogliere a picco del Gargano. Ma a dodici miglia nautiche dalla costa nord-orientale della regione esiste un piccolo mondo a sé stante, un frammento di Adriatico così trasparente da sembrare un tropico mediterraneo: le Isole Tremiti. Composto principalmente da tre isole abitate — San Domino, San Nicola e Capraia —, oltre ai più distanti isolotti di Cretaccio e Pianosa, questo arcipelago è una riserva naturale marina protetta. Un luogo che per anni ha custodito storie di esili (qui l’imperatore Augusto mandò in esilio la nipote Giulia), leggende di monaci guerrieri e l’amore viscerale di cantautori come Lucio Dalla, che qui trovava rifugio e ispirazione. Andiamo alla scoperta di questo scoglio di roccia e vento, a passo lento.
Se cercate la natura rigogliosa, San Domino è il cuore verde dell’arcipelago. È l’unica isola delle Tremiti a essere ricoperta da una fitta pineta di pini d’Aleppo che si spinge finora a sfiorare le scogliere e le calette di sabbia e roccia. La Cala delle Arene è l’unica vera spiaggia di sabbia dell’isola. Una mezzaluna protetta da pareti rocciose dove l’acqua assume sfumature caraibiche. Le grotte marine: Il modo migliore per vivere San Domino è noleggiare un piccolo gommone o partecipare a un’escursione per circumnavigare la costa. Grotte come la Grotta del Bue Marino (un tempo rifugio della foca monaca) o la Grotta delle Viole offrono giochi di luce sottomarini di straordinaria bellezza. Nelle ore serali, quando i traghetti dei turisti giornalieri lasciano l’isola, San Domino si svuota. Il profumo della resina dei pini mescolato alla salsedine crea un’atmosfera di pace assoluta, ideale per una passeggiata nella pineta al tramonto.
Basta uno sguardo da lontano per capire che San Nicola non è un’isola qualunque, ma un monumento storico a cielo aperto. Qui la mano dell’uomo ha modellato la roccia per secoli, trasformando l’isola in una vera e propria roccaforte fortificata. Salendo l’unico sentiero che dal porto porta in cima al pianoro, si attraversa la porta d’accesso difesa da imponenti bastioni difensivi costruiti dai canonici regolari Lateranensi e dai monaci benedettini. L’Abbazia di Santa Maria a Mare è il cuore pulsante dell’isola. All’interno di questa chiesa millenaria si respira un misticismo austero, custodito da mosaici pavimentali antichi e storie di pirati che cercarono invano di espugnare l’abbazia. Camminare tra i vicoli disabitati di San Nicola, con i muri in pietra calcarea che riflettono la luce del sole, regala la sensazione di camminare all’interno di un set cinematografico naturale.
Le Tremiti non sono solo superficie e terraferma; il loro vero tesoro è custodito sotto il livello dell’acqua. I fondali dell’Area Marina Protetta sono un paradiso per subacquei e amanti dello snorkeling, grazie a una biodiversità marina ricca e a pareti rocciose verticali che sprofondano nel blu. A circa dieci metri di profondità, nei pressi dell’isola di San Domino, si trova una delle attrazioni più celebri dell’arcipelago: la statua sommersa di Padre Pio. Realizzata dallo scultore Domenico Greco, questa imponente opera in bronzo giace sul fondo sabbioso e accoglie i sub in un silenzio irreale, attraversata dai riflessi della luce che filtrano dalla superficie.
I collegamenti principali partono regolarmente dai porti pugliesi e molisani del Gargano e della costa adriatica (Termoli, Vieste, Peschici, Rodi Garganico) tramite traghetti o aliscafi veloci. A San Domino le auto dei turisti non possono circolare. Il modo migliore per muoversi è a piedi lungo i sentieri nella pineta o utilizzando i servizi di taxi-boat locali per raggiungere le calette più isolate. Evitate il caos del mese di agosto se cercate il silenzio. Giugno, luglio e la prima metà di settembre offrono la combinazione perfetta tra acqua calda, clima splendido e la possibilità di godersi l’autenticità dell’arcipelago. Le Isole Tremiti non chiedono di essere consumate in fretta; richiedono di essere ascoltate, lasciandosi cullare dal rumore del vento che soffia tra i pini e dal blu intenso di un mare che sa ancora di mistero.

