Napoli – Riprende vita con la sua seconda edizione “Gustazione senza De”, il programma di degustazioni firmato DiAletti che riporta il vino al suo contesto più autentico: la tavola. Dopo il successo del 2023 – con oltre dieci serate che hanno coinvolto vigneron da tutta Italia, tra cui I Cacciagalli, Pacina, Berucci, Cantina del Malandrino, Podere Le Ripi, Tenuta Fornace e La Ricolla, ed una speciale serata dedicata allo Champagne con Pierre Charlot – il format torna con un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati all’artigianalità, al territorio e alla convivialità.
Non semplici degustazioni, ma vere e proprie esperienze condivise: ogni incontro si svolge in una tavola unica insieme a un vigneron, che cena con i commensali e li guida attraverso il proprio lavoro in vigna e in cantina. Le bottiglie diventano racconto, espressione di pratiche agricole rispettose, vinificazioni complesse e una visione autentica che restituisce nel calice sapori e profumi sinceri.
La scelta della tavola non è casuale: è il luogo della convivialità per eccellenza, lo spazio ideale per un racconto diretto e senza filtri. Qui il tempo si dilata, permettendo di gustare vini e piatti naturali, ricchi di storia, lavoro e identità territoriale.
La cucina, curata da DiAletti, segue la stessa filosofia: ricerca, etica e rispetto della natura. Le materie prime sono selezionate da produttori che lavorano senza forzature, costruendo una rete virtuosa che mette al centro artigianalità e territorio.
Gli eventi si svolgono negli spazi accoglienti di DiAletti, in vico Satriano 9/10, e sono pensati per un numero limitato di partecipanti, per mantenere un’atmosfera intima e informale, dove il cibo e il vino diventano strumenti di condivisione.
Il primo appuntamento di questa nuova edizione si è tenuto mercoledì 22 aprile con Ennio Romano Cecaro, vigneron di Canlibero, da Torrecuso (Benevento). La serata ha messo a confronto diverse macerazioni e interpretazioni dell’Aglianico: in bolla, rosso, rosato e una Riserva “Erre” aperta in anteprima per l’occasione. Per l’occasione, la mise en place della tavola è stata curata da Oilloc con le sue ceramiche artigianali, contribuendo a rendere l’esperienza ancora più unica e portando a tavola un’ulteriore voce dell’artigianato.
Il secondo incontro invece si è svolto il 7 maggio con Gabriele Buondonno di Buondonno Winery, da Castellina in Chianti. Un racconto del Chianti da un vigneron napoletano attraverso cinque vini, tra cui un Chianti Classico servito nel tipico fiasco in formato Magnum, un Trebbiano macerato e una degustazione parallela di formaggi e mieli prodotti da Marta Buondonno (la figlia di Gabriele) in Toscana e un Chianti Riserva. In abbinamento, un menù pensato ad hoc a cura della cucina di DiAletti, tra cui una bistecca di Moiano, carni campane frollate “alla Fiorentina”, per mantenere il legame con il territorio anche nel piatto.
Il terzo appuntamento si terrà domenica 24 maggio in vigna, a Castelvenere, presso Podere Veneri Vecchio. Il vigneron Raffaello Annicchiarico guiderà gli ospiti alla scoperta dell’ecosistema che ha preservato e valorizzato, con una visita in vigna e in cantina seguita da un pranzo all’aperto a cura di DiAletti.
Il primo ciclo si concluderà il 10 giugno con una serata dedicata alle bollicine: protagonisti il Metodo Classico di Alberto Lot, tra Veneto e Friuli, e Ca Sciampagne da Urbino. Un viaggio tra blend, doppie fermentazioni e vitigni recuperati.
Ecco cosa succede quando togliamo la “De” a una degustazione, rimane la “Gustazione”: un incontro senza filtri tra chi produce e chi ama il vino artigianale, un’occasione per sedersi a tavola con il vigneron, ascoltare le sue scelte in vigna, i segreti della cantina e le storie umane che si celano dietro ogni bottiglia. Non è solo bere, è conoscere l’anima di ciò che abbiamo nel calice. “Gustazione senza De” è un invito a rallentare, ascoltare, degustare e vivere il vino nel suo contesto più vero: quello della tavola.




