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Era l’11 settembre 2001 quando quattro aerei di linea furono dirottati da 19 terroristi legati ad al-Qaeda: due colpirono le Torri Gemelle a New York, uno il Pentagono e il quarto precipitò in Pennsylvania dopo la rivolta dei passeggeri. Gli attentati provocarono quasi 3.000 vittime e segnarono l’inizio di una nuova fase della politica estera americana.Oggi ricorre il 25esimo anniversario della tragedia che cambiò per sempre la politica internazionale.
Cosa accadde dopo il crollo delle torri
La risposta degli Stati Uniti arrivò rapidamente. Nell’ottobre del 2001 cominciò l’intervento militare americano in Afghanistan contro i talebani, accusati di aver dato rifugio a Osama bin Laden e.
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Il centrodestra, la coalizione governativa, sta vivendo un periodo di forti tensioni e la cosa paradossale è che le tensioni non scaturiscono, come sarebbe ovvio, dal comportamento del centrosinistra, cioè dell’opposizione, ma da elementi interni. Cosa vogliamo dire? Beh, che gli scricchiolii sono causati dal fenomeno Vannacci, il nuovo personaggio lanciatosi da poco nell’agone politico e che, invece di creare scompiglio nella squadra che si oppone al Governo, lo sta creando proprio nel centrodestra. Da cosa si evince ciò? Lo si evince dagli ultimi sondaggi i quali premiano Futuro Nazionale, la compagine creata dal Generale che, dopo la Lega, starebbe sorpassando anche Forza Italia il che significa che sta diventando la seconda.
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La guerra civile in Sudan è uno dei tanti focolai della guerra globale che sta insanguinando il nostro pianeta in questo particolare contesto storico. A differenza dei conflitti in corso in Medio Oriente o della guerra in Ucraina, quello sudanese è sicuramente uno dei più lontani dai riflettori internazionali. A darsi battaglia, dall’aprile 2023, sono l’esercito regolare, guidato dal generale Abdel Fattah al-Burhan, e le Rapid Support Forces (RSF), la potente forza paramilitare comandata da Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemedti, accusata di gravi crimini contro la popolazione civile e di genocidio in relazione agli eventi di El Fasher.
Dopo mesi in cui la guerra del Golfo è stata al centro dell’attenzione mondiale e dopo l’operazione di polizia internazionale di inizio anno, denominata “Absolute Resolution”, in Venezuela, dove lo scorso 3 gennaio 2026 sono stati arrestati il presidente socialista Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores, accusati di essere a capo di un cartello di narcotrafficanti, anche la Groenlandia sta tornando in cima alla lista dei desideri del presidente americano Donald Trump.
Proprio l’operazione in Venezuela ha segnato, almeno simbolicamente, un cambio di rotta nella politica estera del leader MAGA, che sembra aver definitivamente accantonato l’abito del pacificatore per indossare quello del presidente più aggressivo e assertivo sullo scacchiere internazionale.
Donald Trump, in questo.
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La TV ieri, ci ha fatto vedere le terribili immagini della sterminata quantità di immigrati che, a nuoto, sono approdati a Ceuta, un’enclave spagnola su suolo del Marocco; immagini sconvolgenti, immagini di un problema che tutti fanno finta di non vedere, che tutti, quando messi davanti a queste situazioni, sembra sempre che abbiano la soluzione a portata di mano ma poi, alla prova dei fatti, nulla cambia, tutto resta come prima: attacchi polemici tra destra e sinistra, “faremo”, “diremo”, “colpa della destra”, “colpa della sinistra”, ed intanto, ad intervalli quasi regolari, ci si trova sempre davanti ad un dramma epocale. Come ha reagito l’Italia? Come ha reagito il nostro Governo nella persona di Giorgia.
Gli incendi che stanno colpendo Francia e Spagna hanno spinto l’Unione europea a rafforzare il sostegno alle autorità nazionali attraverso il Meccanismo europeo di protezione civile. Il sistema consente agli Stati coinvolti in una grave emergenza di ricevere rapidamente mezzi, personale e attrezzature messi a disposizione dagli altri Paesi partecipanti.
La Francia ha chiesto l’intervento europeo dopo la diffusione degli incendi nelle aree sud-occidentali del Paese. Sono stati mobilitati aerei antincendio provenienti dalla Croazia e dal Portogallo, insieme a elicotteri messi a disposizione dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia. Anche la Spagna ha ricevuto assistenza internazionale, con Canadair inviati da Italia e Grecia e personale portoghese impegnato nelle operazioni.
La risposta viene coordinata dal Centro europeo.
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E’ stata approvata in Ungheria una nuova riforma costituzionale che porta ad una nuova fase di tensione politica, a causa della possibilità, introdotta dalla riforma, di sostituire l’attuale Presidente della Repubblica Tamás Sulyok.
Cosa è accaduto
Il Parlamento di Budapest ha approvato il diciassettesimo emendamento alla Legge fondamentale del Paese, una modifica destinata ad avere importanti conseguenze sull’equilibrio istituzionale e sullo scontro politico interno. Il provvedimento sarebbe stato approvato con 139 voti favorevoli e 6 contrari. Tuttavia, alla seduta parlamentare mancavano i deputati del partito Fidesz, la formazione politica guidata dall’ex primo ministro Viktor Orbán, che ha scelto di non partecipare al voto. La riforma arriva infatti in un momento di forte contrapposizione tra il.




















