Belen Rodriguez è finita al centro di una polemica dopo alcune dichiarazioni condivise su Instagram, in cui ha raccontato di aver trascorso diversi giorni a letto con febbre alta e tosse. Nel suo sfogo, la showgirl ha lasciato intendere una certa vicinanza alle posizioni di chi guarda con sospetto ai vaccini, affermando di far parte di quelle persone che pensano che “dopo il vaccino” le condizioni di salute possano peggiorare.
“Ragazzi, mi sono ripresa ora, ma sono stata con 39 di febbre, tosse, completamente K.O, molti miei amici stanno passando la stessa cosa. Sono una di quelle persone che pensa che dopo il vaccino ci sentiamo tutti un po’ così… L’unico rimedio che ho trovato è una flebo di vitamine che mi ha ridato forza, ve lo consiglio vivamente”.
Parole che non sono passate inosservate e che hanno immediatamente acceso il dibattito, soprattutto per il peso mediatico di chi le ha pronunciate. A intervenire con fermezza è stato Matteo Bassetti, infettivologo e volto noto della divulgazione scientifica durante la pandemia, che ha affidato la sua replica alle pagine di AdnKronos.
Il medico ha innanzitutto tracciato una linea netta tra intrattenimento e competenze sanitarie, sottolineando come certi messaggi rischino di generare confusione nell’opinione pubblica:
“Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie”.
Bassetti ha poi provato a ricondurre il discorso su un piano scientifico, distinguendo tra vaccino antinfluenzale e anti-Covid e spiegando che, in entrambi i casi, non esistono evidenze a sostegno di un peggioramento generale della salute:
“Se Belen avesse fatto il vaccino dell’influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi. Se invece si riferisce all’anti-Covid, quando parla di vaccini, è un’uscita infelice: è dimostrato che il vaccino anti-Covid ha cambiato in meglio la vita di tutti noi senza nessun aumento di patologie”.
Pur criticando le dichiarazioni, l’infettivologo non ha attaccato la persona, anzi ha voluto riconoscere le qualità della showgirl, auspicando che si sia trattato solo di una frase detta con leggerezza:
“Sono da sempre estimatore di Belen, donna molto capace e anche intelligente. Spero che le sia scappata l’uscita sui vaccini”.
Il punto centrale del suo intervento resta però la responsabilità comunicativa, soprattutto in un periodo storico in cui il tema della salute pubblica è ancora estremamente delicato:
“In un momento come questo non si devono confondere le idee alle persone, altrimenti abbiamo risultati al contrario”.
Non è chiaro se Belen Rodriguez si riferisse al vaccino antinfluenzale o a quello anti-Covid, ma la reazione di Bassetti riporta l’attenzione su un dato spesso dimenticato: nei Paesi in cui i vaccini non sono disponibili, l’aspettativa di vita è drasticamente più bassa. Un elemento che invita alla riflessione prima di alimentare polemiche che rischiano di minare la fiducia nel Sistema Sanitario Nazionale.
Mettere in discussione i vaccini senza basi scientifiche solide significa indebolire un meccanismo che tutela soprattutto le fasce più fragili della popolazione, dagli anziani ai soggetti immunodepressi.Secondo la linea di pensiero di Bassetti, il problema non è il racconto di un malessere personale, legittimo e umano, ma l’associazione implicita tra quel malessere e i vaccini, che rischia di trasformare un’esperienza individuale in un messaggio generalizzato e fuorviante. È proprio questo passaggio, spesso amplificato dai social, a creare disinformazione e a riaprire ferite che la medicina aveva già cercato di rimarginare negli anni più duri della pandemia.Per questo, conclude idealmente il ragionamento dell’infettivologo, la distinzione dei ruoli diventa fondamentale: chi ha grande visibilità mediatica dovrebbe essere consapevole dell’impatto delle proprie parole, soprattutto quando si parla di salute pubblica. In gioco non c’è una semplice opinione personale, ma la fiducia dei cittadini in un sistema che, dati alla mano, ha contribuito ad allungare e migliorare la vita di milioni di persone.