Storia della scimmietta panchi seconda parte

Di In Animali
Marzo 08, 2026

La storia della scimmietta Panchi ha incuriosito molto le persone, che hanno voluto sapere di più sulle scimmie, sulle loro origini, sul loro comportamento e sulle differenze fra queste e l’uomo. L’ipotesi antichissima che le scimmie siano “uomini trasformati”, è ancora viva presso i popoli che hanno rapporti diretti con esse. Esatto invece, asserire il contrario, semmai sono gli uomini i “cugini” più sviluppati dalle scimmie. I popoli antichi avevano una certa predilizione per questi animali, addirittura gli egizi ne avevano un culto e ne scolpivano nel porfido le immagini e in india in loro onore si ergevano templi. I romani invece tennero le scimmie solo per diletto, osservandone le doti imitative, ma non familiarizzarono mai con loro, considerandoli unicamente delle “bestie”. Gli arabi li consideravano discendenti dal Maligno. Le nostre idee di uomini contemporanei, non si discostano molto da quelle degli arabi. Invece di considerare le scimmie parenti, ci limitiamo a vedere in esse la nostra caricatura, condannando così questa specie e riversando la nostra simpatia verso specie maggiormente differenti da noi. Anche sulla struttura ossea c’è differenza tra uomo e scimmia, avendo le scimmie anche quattro mani. Intorno alle facoltà intellettive, ci sono divari notevoli tra le varie specie e possono raggiungere un sviluppo intellettivo superiore agli altri mammiferi. Si può affermare dunque, che le scimmie sono furbe, maliziose, irascibili, vendicative, egocentriche, malinconiche, sensuali. In poche parole, sono animali passionali e dotati di sentimenti. La loro docilità e la loro capacità di imitare, gli consentono di apprendere giochi e scherzi di ogni tipo, più rapidamente e meglio del cane. L’utilizzo delle mani costituisce uno strumento prezioso, che possono disporre a loro piacimento, ottenendo prestazioni molto superiori agli organi di cui sono provvisti gli altri animali. È dimostrato che la scimmia è una creatura riflessiva, dotata di un’eccellente memoria e che sa trarre profitto dall’esperienza, risolvendo i problemi con furbizia. Sa simulare bene, evitare i pericoli, e trovare i mezzi per difendersi.
E come ha dimostrato la storia della scimmietta Panchi, i primati hanno un buon cuore, capace di amore e tenerezza, sapendo esprimere riconoscenza per coloro da cui hanno ricevuto un aiuto o un beneficio. L’amore che dimostra per i suoi simili è un ulteriore manifestazione della sua sensibilità. Nel regno degli animali, non sono rari quelli che abbandonano i loro compagni ammalati, giungendo a ucciderli e a divorarli, le scimmie al contrario aiutano chi ha bisogno nel gruppo e addirittura, non sanno staccarsi dai morti. L’amore e la tenerezza però, sono spesso volubili, come il loro intero carattere, ora amorevoli e dolci, ora irascibili e colleriche, ora tranquille e vivaci. Nonostante la loro intelligenza le scimmie si fanno ingannare facilmente, le passioni vincono sulla loro furbizia, spingendole a trascurare il pericolo e la loro sicurezza. Proprio come succede anche all’uomo. È quest’ultima scimmietta abbracciata al suo amico peluche, simbolo dell’ intelligenza e della sensibilità di questi primati, che ha svelato il carattere di questi animali meravigliosi, ma spesso dimenticati.