Ettore Prandini eletto alla guida dell’Associazione Italiana Allevatori: “Una nuova alleanza per rilanciare la zootecnia italiana tra reddito, sostenibilità e innovazione”
Il presidente di Coldiretti nominato ai vertici dell’associazione in un momento in cui il bovino da latte italiano registra meno capi ma maggiore capacità produttiva, una forte specializzazione territoriale e un ruolo decisivo della DOP economy. La sfida del nuovo corso è trasformare questa forza in maggiore reddito per gli Allevatori e più competitività per l’intera filiera.
Roma, 19 maggio 2026 – “Assumo questo incarico con la consapevolezza che la zootecnia italiana rappresenti un presidio economico, sociale, ambientale e territoriale decisivo per il Paese. Abbiamo la zootecnia più sostenibile in Europa, dobbiamo difendere e promuovere questo modello. AIA deve parlare a tutti gli Allevatori e a tutte le filiere: latte, carne, uova, produzioni di qualità, razze autoctone e sistemi territoriali. La priorità sarà rafforzare il reddito delle imprese, sostenere l’innovazione, promuovere benessere animale e biosicurezza e consolidare un modello produttivo fondato su dati affidabili, qualità, sostenibilità e trasparenza”, dichiara il Presidente Ettore Prandini, già presidente di Coldiretti, al momento della nomina
Un ruolo centrale sarà affidato alla rete AIA/ARA, che costituisce una presenza tecnica nazionale al servizio degli allevamenti, con 15 sedi regionali, 16 laboratori, più di 600 tecnici, specialisti e infrastrutture informative. La rete dovrà essere rafforzata nella governance, nella standardizzazione dei processi, nella formazione e nella capacità di restituire agli Allevatori servizi tempestivi, leggibili e orientati alle decisioni aziendali.Nel suo mandato, il neo Presidente Prandini intende promuovere alcuni impegni immediati e verificabili:
– avviare un Piano nazionale AIA per i dati zootecnici, con indicatori comuni su produzione, sanità, benessere animale, ambiente, qualità e redditività, adattati alle diverse specie e filiere;
– sostenere un programma di investimenti per innovazione e interoperabilità, con priorità a infrastrutture digitali, innovazione nei laboratori e strumenti di supporto alle decisioni aziendali;
– promuovere un pacchetto giovani Allevatori che integri formazione, consulenza, accesso al credito, innovazione e successione aziendale;
– valorizzare biodiversità, razze autoctone e produzioni territoriali, riconoscendo il ruolo economico e culturale di tutte le filiere zootecniche italiane;
– pubblicare con cadenza regolare report di filiera più leggibili e confrontabili, per dare agli Allevatori strumenti reali di negoziazione, programmazione e dialogo con istituzioni e mercato;
– rafforzare la rete dei laboratori AIA/ARA come infrastruttura nazionale per qualità del dato, tracciabilità, genetica, genomica, sicurezza e innovazione dei servizi.