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Sorelle scomparse dall’Abruzzo, cresce il mistero: il padre punta il dito sull’allontanamento dalla madre

Di In Cronaca
Giugno 14, 2026
Sorelle scomparse dall’Abruzzo, cresce il mistero: il padre punta il dito sull’allontanamento dalla madre

Proseguono senza sosta le ricerche di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla comunità protetta Hope di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Le ragazze vivevano nella struttura da quasi due anni e, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero allontanate approfittando di una porta danneggiata. Da quel momento non hanno più dato notizie di sé.

La loro vicenda familiare è complessa. Nate e cresciute a Minturno, in provincia di Latina, le due sorelle erano state inserite nel circuito delle strutture protette dopo la separazione dei genitori, avvenuta sette anni fa in un clima particolarmente conflittuale. Dopo un primo periodo in una casa famiglia di Cassino, erano state trasferite nella comunità abruzzese.

Sulla scomparsa sono state aperte due indagini: una dalla Procura di Sulmona, che ipotizza il reato di sottrazione di minore e non esclude il coinvolgimento di un adulto, e una dalla Procura per i minorenni dell’Aquila. Gli investigatori stanno cercando di capire se le ragazze abbiano agito autonomamente oppure se siano state aiutate da qualcuno.

Il padre, Stefano Di Giacinto, è convinto che le figlie non possano essersi allontanate da sole. Secondo lui, la zona in cui si trova la comunità è troppo isolata per consentire a due minorenni di sparire senza alcun supporto esterno. Nella denuncia presentata ai carabinieri ha sottolineato come, pochi giorni prima della scomparsa, il Tribunale di Cassino avesse disposto la decadenza della responsabilità genitoriale della madre, mentre la sua era stata ripristinata dopo una precedente sospensione.

L’uomo ha inoltre riferito che le ragazze erano venute a conoscenza della decisione del tribunale attraverso il legale dell’ex moglie. Un dettaglio che, secondo gli inquirenti, potrebbe avere un collegamento con il loro improvviso allontanamento. Per verificare ogni possibile pista, le forze dell’ordine hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione della madre, che però non ha portato ad alcun risultato utile alle indagini.

Nel frattempo, Valentina D’Acunto ha lanciato un appello pubblico rivolto alle figlie attraverso un messaggio audio carico di emozione. La donna ha chiesto alle ragazze di mettersi in contatto con la famiglia, assicurando loro che nessuno è arrabbiato e che qualsiasi problema può essere affrontato insieme. Nel suo messaggio ha ribadito di volerle soltanto riabbracciare e di attendere il loro ritorno.

Anche il fronte legale della madre contesta la recente decisione del tribunale. I suoi avvocati hanno ricordato che le ragazze avrebbero manifestato in più occasioni la propria opposizione agli incontri con il padre, circostanza che in passato aveva portato alla sospensione dei rientri familiari. La sentenza che ha revocato la responsabilità genitoriale della donna sarà impugnata.

Mentre prosegue il confronto giudiziario tra i genitori, resta soprattutto l’angoscia per la sorte di Sarah e Alisya. A una settimana dalla scomparsa, le due sorelle continuano a essere irreperibili e le autorità mantengono aperte tutte le ipotesi, nella speranza di ritrovarle al più presto sane e salve.