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G7, Meloni soddisfatta dei risultati: “Convergenza non scontata”

Di In Politica
Giugno 18, 2026

Si chiude con un giudizio positivo da parte dell’Italia il vertice del G7, segnato da alcuni dei dossier internazionali più delicati del momento: dalla sicurezza nello Stretto di Hormuz alla guerra in Ucraina, fino ai rapporti con gli Stati Uniti.

Al termine dei lavori, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato i risultati raggiunti dai leader delle principali economie mondiali, sottolineando il clima di collaborazione emerso durante il summit.

“Si sono appena chiusi i lavori di un vertice molto importante dei cui risultati sono soddisfatta”, ha dichiarato la premier durante la conferenza stampa conclusiva. Meloni ha evidenziato come i Paesi partecipanti siano riusciti a trovare una convergenza su temi complessi, nonostante posizioni iniziali differenti. “Abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata: credo debba essere una ottima notizia per tutti”, ha affermato.

La presidente del Consiglio ha inoltre ringraziato il presidente francese Emmanuel Macron per l’organizzazione dell’incontro, definendo positivo il lavoro svolto dalla Francia in una fase internazionale particolarmente delicata.

Tra i temi affrontati nel corso del vertice figura anche la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, tornata al centro dell’attenzione internazionale dopo le tensioni che hanno interessato l’area. Meloni ha confermato la disponibilità dell’Italia a partecipare a eventuali iniziative europee volte a garantire la sicurezza marittima.

“Abbiamo confermato che l’Italia è pronta a fare la sua parte anche per missioni destinate a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha spiegato la premier, precisando che qualsiasi coinvolgimento italiano dovrà comunque essere autorizzato dal Parlamento.

Secondo quanto emerso dalle discussioni tra i partner internazionali, nelle prossime settimane verrà monitorata l’evoluzione della situazione prima di assumere decisioni operative. Meloni ha parlato di un periodo di circa sessanta giorni durante il quale saranno avviati soprattutto confronti tecnici e preparatori, mentre l’eventuale richiesta di autorizzazione parlamentare arriverà soltanto quando il progetto di missione assumerà contorni più definiti.

La presidente del Consiglio si è soffermata anche sui rapporti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, smentendo possibili tensioni emerse negli ultimi mesi. “Ho trovato il rapporto immutato”, ha dichiarato, spiegando che tra i due leader non vi sono state recriminazioni né chiarimenti particolari.

Secondo Meloni, entrambi condividono un approccio caratterizzato da una forte difesa degli interessi nazionali, elemento che consente di affrontare eventuali divergenze senza compromettere il dialogo politico. La premier ha spiegato che il confronto si è concentrato soprattutto sulle prospettive di collaborazione per i prossimi mesi.

Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il tema della guerra in Ucraina e dell’ipotesi di individuare una figura europea incaricata di favorire il dialogo tra le parti. Per Meloni la questione dovrebbe essere discussa all’interno delle istituzioni comunitarie, evitando la proliferazione di organismi paralleli che rischiano di ridurre l’efficacia dell’azione europea.

“La proposta verrà reiterata”, ha affermato la presidente del Consiglio, aggiungendo di ritenere che l’eccessiva moltiplicazione dei formati diplomatici finisca per indebolire la capacità dell’Europa di parlare con una sola voce.

Quanto all’eventuale identikit di un mediatore europeo, Meloni ha espresso la convinzione che una figura proveniente da uno dei principali Paesi dell’Unione potrebbe incontrare maggiori difficoltà nel raccogliere un consenso condiviso. Per questo motivo, ha spiegato, sarebbe preferibile orientarsi verso rappresentanti delle medie potenze europee, ritenute più adatte a svolgere un ruolo di equilibrio e mediazione.

Le dichiarazioni della premier confermano la volontà dell’Italia di mantenere un ruolo attivo nei principali dossier internazionali, in una fase in cui sicurezza, guerra e diplomazia continuano a occupare il centro dell’agenda globale.