Aiello ricorda Mirko Moriconi al Milano Pride: il monologo contro omofobia e discriminazioni

Di In Gossip
Giugno 29, 2026
Oip

Sono numerosi i personaggi pubblici che, in questi giorni, hanno voluto ricordare Mirko Moriconi. Dopo i messaggi condivisi da Noemi sui social, l’omaggio di Barbara d’Urso al Padova Pride Village e i ricordi espressi da Caterina Balivo e Alberto Matano su Rai 1, anche Aiello ha dedicato un momento del suo intervento al Milano Pride al giovane di 24 anni ucciso dal padre.

Al termine del corteo, che ha visto la partecipazione di circa 300.000 persone, diversi artisti si sono esibiti sul palco allestito ai piedi dell’Arco della Pace. Durante la sua performance, Aiello ha scelto di interrompere la musica per leggere un intenso monologo ispirato alla storia di Mirko. Il testo ha trasformato la vicenda del ragazzo in un simbolo delle difficoltà che molte persone LGBTQ+ affrontano ogni giorno come la paura, discriminazione, silenzi, isolamento e, spesso, la necessità di nascondere la propria identità. Un racconto che richiama anche una realtà dolorosa: l’omotransfobia può manifestarsi non solo a scuola o sul lavoro, ma perfino e purtroppo molto spesso, all’interno della famiglia, il luogo che dovrebbe rappresentare sicurezza e protezione.

Il monologo di Aiello

Nel suo intervento, Aiello ha intrecciato la storia di Mirko con alcune dichiarazioni pronunciate da Roberto Vannacci durante la trasmissione Otto e Mezzo, riflettendo sul clima che, secondo il cantante, continua ad alimentare discriminazioni e ostilità nei confronti della comunità LGBTQ+.

«Mi chiamo Mirko, quando qualcuno mi dice che non ha niente contro quelli come me, purché non esageriamo. Mi chiamo Mirko mentre resto seduto al banco, in classe, mentre fuori mi aspettano per menarmi. Mi chiamo Mirko anche se ho avuto un padre più umano e comprensivo. Mi chiamo Mirko e dentro implodo, mentre in televisione un mostro dice che quelli come me possono guidare e se vanno in ospedale vengono addirittura curati. Mi chiamo Mirko e ho paura perché i diritti che parevano conquistati sono quotidianamente minacciati da politici e persone pubbliche che diffondono odio e rabbia. Mi chiamo Mirko e mi dispiace che mamma soffra per colpa mia e litighi tutti i giorni con papà. Mi chiamo Mirko quando mi spiegano che non devo offendermi, che “fr***o” era solo una battuta, così, per ridere. Mi chiamo Mirko quando sento dire che la famiglia che desidero è contro natura. Mi chiamo Mirko e sogno tutti i giorni di presentare ai miei genitori il mio ragazzo, ma ancora non ci riesco e lo chiamo il mio migliore amico. Mi chiamo Mirko mentre scrivo le parole che dirò sul palco del Pride e sul gioco che qualcuno stasera mi dirà di pensare a cantare. In ogni classe c’è un Mirko, in ogni famiglia, in ogni città, in ogni tavola dove si cambia discorso, in ogni fotografia dove qualcuno sorride più di quanto stia bene. Mi chiamo Mirko. Tu come ti chiami?».

Le parole del cantautore hanno emozionato il pubblico presente in piazza e sono state accolte con un lungo applauso Un pensiero per Mirko Moriconi è arrivato anche da Romina Falconi, da tempo impegnata a sostegno della comunità LGBTQ+. Durante la sua esibizione sulle note del brano Sono Felice, la cantante ha aggiunto un breve saluto finale dedicato al giovane, ricordandolo davanti al pubblico del Pride.