Il rapporto tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci entra in una nuova fase di tensione. Dopo mesi di confronto interno al centrodestra e dopo l’avvicinamento del generale alla Lega, il leader del Carroccio prende le distanze dal progetto politico di Futuro Nazionale, escludendo al momento un’alleanza e rivendicando la centralità della Lega in vista delle prossime elezioni politiche.
A distanza di appena ventiquattr’ore dalle dichiarazioni con cui aveva ridimensionato l’impatto dei sondaggi e ribadito di non temere la crescita di Vannacci, Salvini torna sul tema davanti ai giovani della Lega riuniti a Milano Marittima per la manifestazione “Nexus, la generazione che non si arrende”.
“Non mi esalto quando i sondaggi vanno bene, non mi deprimo quando vanno male. Il mio sondaggio è il giorno delle elezioni politiche, quindi autunno 2027”, aveva spiegato il leader della Lega, aggiungendo di osservare “con attenzione e rispetto Vannacci”, ma senza nutrire preoccupazioni.
Di fronte alla platea dei giovani militanti, però, i toni cambiano. Salvini definisce il rapporto con il generale una “delusione umana” prima ancora che politica e accusa l’ex esponente della Lega di aver cambiato posizione dopo essere stato accolto nel partito.
“Io non porto rancore”, ha dichiarato Salvini, spiegando che si tratta di una delusione destinata a passare. Ma poi aggiunge: “Visto che gli abbiamo aperto le porte di casa nostra, rimangiarsi tutto nel giro di qualche settimana, da parte poi di un uomo in divisa che dovrebbe essere cresciuto nel rispetto della parola data, è stata una delusione”.
Il segretario leghista ribadisce di non voler inseguire lo scontro, ma chiarisce la sua posizione sul futuro politico. “Abbiamo l’ansia da prestazione? No. Lo seguo con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto. Non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta, non due”, ha affermato.
La replica di Vannacci non si è fatta attendere. Il leader di Futuro Nazionale ha detto di non comprendere le accuse: “Non sento di aver fregato e di aver approfittato di nessuno. Anzi, penso di aver portato un bagaglio di voti bello consistente”. Vannacci ha inoltre definito il periodo trascorso nella Lega, durato circa un anno e mezzo, come “assolutamente formativo”.
Salvini, però, sembra intenzionato a mantenere le distanze. Rivolgendosi ai giovani del partito, ha invitato a non avvicinarsi alla realtà politica di Futuro Nazionale, prendendo le distanze anche dal linguaggio utilizzato dai sostenitori di Vannacci.
“Preferisco le giornate dei giovani della Lega dove ci sono ragazze e ragazzi, amici, fratelli, compatrioti, autonomisti”, ha detto il leader del Carroccio. Sulla parola “camerati”, utilizzata dagli ambienti vicini a Futuro Nazionale, ha aggiunto: “Fa parte di un passato storicamente da studiare e nulla più”.
In vista delle prossime elezioni politiche, Salvini esclude quindi, almeno per ora, una collaborazione con Vannacci: “Al voto arriveremo con questa alleanza di governo: con Vannacci a oggi evidentemente no. Se ci ritiene dei falliti adesso, non penso cambierà idea tra un anno”.
Il segretario della Lega punta invece sul lavoro svolto dal governo e rivendica le proprie battaglie politiche, soprattutto sui temi dell’immigrazione e della sicurezza.
“Quando altri chiacchierano ovunque di immigrazione e sicurezza, noi abbiamo rischiato sei anni di galera per avere fermato barche e barchini: è la differenza tra chi chiacchiera e chi fa”, ha dichiarato Salvini, rilanciando il messaggio di concretezza della Lega.
Il leader del Carroccio guarda anche al futuro del partito e conferma di non avere intenzione di lasciare la guida della Lega. L’obiettivo dichiarato è arrivare alle politiche del 2027 con una formazione competitiva e con un risultato superiore al 10%.
“Ci troverà qui a festeggiare la vittoria del centrodestra con la Lega oltre il 10% e con qualsiasi legge elettorale”, ha detto Salvini.
Il segretario ha poi parlato del ruolo della squadra interna al partito, sottolineando che il successo elettorale dipenderà dalla capacità di coinvolgere amministratori e territori.
“C’è sempre la variabile ultraterrena, ma se la salute lo permette guiderò la campagna elettorale”, ha affermato, aggiungendo che non sarà un percorso individuale: “Servono i capitani, ma servono le truppe. Perché capitani, generali o colonnelli, senza truppe motivate, determinate e orgogliose, non vanno da nessuna parte”.
Salvini ha citato tra le figure centrali della Lega anche amministratori come Zaia e Fedriga, insieme a sindaci e governatori, chiedendo loro di essere “non dietro, ma di fianco” nella prossima sfida elettorale.
Il rapporto con la Lega, nelle parole del leader, è destinato a proseguire ancora a lungo. “L’anno scorso i militanti mi hanno chiesto di continuare a fare il segretario per quattro anni. Uno è passato, ce ne sono altri tre”, ha ricordato Salvini.
Tra gli scenari futuri c’è anche un possibile ritorno al Viminale in caso di vittoria del centrodestra. “Mi piacerebbe rifare il ministro dell’Interno? Se vinciamo, sì”, ha dichiarato, assicurando la propria disponibilità al governo guidato da Giorgia Meloni: “Un Governo che trova in Matteo Salvini un leale esecutore”.