Dura verità: una carriera eccellente, piena di medaglie e soddisfazioni, anche a livelli altissimi come i Giochi Olimpici, non garantisce una stabilità economia sicura, se non a quell’1% degli atleti, che grazie al proprio status nel proprio Paese, alla mediaticità dello sport praticato e altri fattori, purtroppo, non controllabili, posso permettersi un buono stile di vita, durante e dopo la carriera.
Sembra banale perché gli occhi della maggioranza del pubblico italiano, europeo e mondiale, sono focalizzati il 90% in sport “ricchi” come il calcio, il basket, la Formula1, i quali presentano cifre stratosferiche, che negli anni hanno contribuito anche a far quasi distaccare i fan dagli atleti, e gli atleti dalla vita reale. Invece, ogni 4 anni ci troviamo, sempre con occhi incantati, ad emozionarci, davanti ad uno schermo, oppure, i più fortunati, direttamente in qualche parte del mondo, di fronte ai Giochi Olimpici, estivi o invernali. Riscopriamo ogni tanto discipline tanto appassionanti quanto trascurate tra un quadriennio e l’altro. Ci imbattiamo in ragazzi e ragazze che ci fanno emozionare, ma che fino al giorno prima, ai più, restavano sconosciuti. Scaviamo nelle loro vite e scopriamo che tutti hanno sacrifici enormi per essere li, non solo fisici, di tempo o di attitudine, molte volte gli stessi ringraziano prima di tutti le proprie famiglie, per il sostegno morale ed economico.
Sostenere i propri figli nell’attività fisica è una scelta coraggiosa, che aumenta di significato in sport meno popolari. Secondo i dati ISTAT tra le motivazioni per i giovani tra i 10 e i 24 anni che hanno interrotto l’attività sportiva, oltre a mancanza di tempo o motivi di studi, risaltano in maniera importante i motivi economici.
Alcuni sport richiedono sacrifici economici enormi, che vanno dal pagamento della quota di tesseramento, all’acquisto del materiale per le gare e gli allenamenti, che richiedono un costante ricambio fisiologico, dovuto alla crescita corporale dei bambini. Federazioni, associazioni sportive e quant’altro, nella maggior parte dei casi, riescono ad aiutare in maniera molto marginale oppure decidono di sostentare solo i migliori.
Inoltre, la fase cruciale nella formazione di un giovane atleta combacia con la formazione scolastica, portando molte volte famiglie e ragazzi a fare una scelta tra le due, purtroppo per carenze del sistema, sia sportivo che scolastico.
In Italia, responsabilità di far sentire la propria voce è delle Commissione Nazionale Atleti, prevista per statuto CONI, secondo le indicazioni della Carta Olimpica del CIO, come organo permanente consultivo del CONI. La Commissione è formata da atleti designati dalle diverse federazioni.
L’attività della stessa ha portato a importanti miglioramenti nel panorama: la sottoscrizione di accordi con UNISPORT Italia, il CUSI ed il CONI, per il progetto Dual Career: “La Dual Career è uno dei punti cardine delle nostre attività in questo quadriennio e questa mappatura nazionale sulla doppia carriera di UNISPORT Italia potrà aiutare gli atleti che intendano prefiggersi una carriera universitaria in parallelo a quella sportiva ad orientarsi nel ricco panorama universitario italiano.”
L’approvazione nell’ottobre 2023 del Fondo Maternità, un progetto rivolto esclusivamente alle atlete in gravidanza, appartenenti al Club Olimpico CONI nell’anno precedente la gravidanza, ed alle atlete madri con figli di età fino ai 3 anni e nella condizione di essere convocate e/o qualificate per i Giochi Olimpici estivi o invernali. Un grande passo per l’uguaglianza di genere nello sport.
La stessa commissione promuove delle iniziative volte a premiare gli studenti atleti che si distinguono sia nel percorso sportivo che accademico, come il bando “Atleta eccellente, eccellente studente” – Concorso Filippo Mondelli, rivolto atlete ed atleti delle squadre Nazionali delle FSN/DSA che hanno conseguito nell’ultimo quadriennio una laurea magistrale o triennale.
A livello internazionale, invece, una svolta è avvenuta nelle ultime settimane, quando Paul Gasol, leggenda della Pallacanestro spagnola e mondiale, in qualità di Presidente della Commissione Atleti IOC, con un video sui social di Athlete365, ha annunciato il primo fondo di supporto per atleti olimpici. Il Comitato, a partire dai Giochi di Milano Cortina 2026, si impegnerà a versare 10 mila USD a ogni atleta che parteciperà ai Giochi, con l’obiettivo di sostenere e celebrare il percorso di ognuno di loro.