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Francia-Spagna: una partita storica per i transalpini

Di In Calcio
Luglio 14, 2026
Kylian Mbappe

Nel giorno della festa nazionale, la Francia ha un appuntamento con la storia

Il 14 luglio 1789 il popolo di Parigi prese d’assalto la Bastiglia. Fu il giorno in cui la storia cambiò direzione, l’alba della Rivoluzione francese, il momento in cui un intero popolo decise di riscrivere il proprio destino. Duecentonove anni più tardi, sempre il 14 luglio, un’altra rivoluzione colorò le strade della capitale francese. Era il 1998 e sugli Champs-Élysées milioni di persone accolsero Zinedine Zidane e la nazionale campione del mondo. Per la prima volta la Francia saliva sul tetto del calcio mondiale. Quella squadra, multietnica e profondamente unita, anticipò di oltre vent’anni il futuro del calcio internazionale: uomini con origini diverse, ma un solo inno, una sola maglia, una sola bandiera.Quella stessa bandiera tornerà a sventolare questa sera alle 21 ad Arlington, alle porte di Dallas. Per i Bleus c’è un altro appuntamento con la storia.

La Marsigliese è pronta a risuonare ancora una volta, come è accaduto nelle precedenti sei partite di questo Mondiale. Stavolta, però, l’ostacolo è di quelli che fanno tremare anche i favoriti. Dall’altra parte ci sarà la Spagna di Lamine Yamal, campione d’Europa in carica e autentica bestia nera dei francesi. Le Furie Rosse hanno infatti vinto gli ultimi tre confronti diretti e sono l’unica nazionale capace di battere la Francia nelle sue ultime uscite. Un dato che in Spagna è stato ricordato per tutta la vigilia quasi fosse un secondo inno nazionale. Eppure il pronostico continua a sorridere agli uomini di Didier Deschamps. Per continuità, solidità e qualità mostrate durante il torneo americano, la Francia è considerata da molti la principale candidata alla conquista del titolo mondiale.A guidarla c’è uno straordinario Kylian Mbappé, autore di 20 reti in appena 20 presenze ai Mondiali, numeri che appartengono già alla leggenda. Accanto al fuoriclasse del Real Madrid brillano il Pallone d’Oro Ousmane Dembélé e il talento del Bayern Monaco Michael Olise. Un reparto offensivo che, per talento e imprevedibilità, ricorda le grandi batterie d’attacco del Brasile dei tempi d’oro. L’obiettivo è chiaro: conquistare la terza stella. Ma una vittoria questa sera significherebbe molto di più. La Francia diventerebbe soltanto la seconda nazionale europea della storia, dopo la Germania Ovest, a raggiungere la finale di tre Mondiali consecutivi. Sarebbe un’altra rivoluzione. Non più quella della Bastiglia. Non più quella di Zidane nel 1998. Ma quella di una generazione che vuole entrare definitivamente nell’eternità del calcio, cancellando il ricordo della finale persa in Qatar e scrivendo un nuovo capitolo della propria leggenda.