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Ungheria: la riforma costituzionale apre la strada ad una nuova tensione politica

Di In Politica
Luglio 17, 2026
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E’ stata approvata in Ungheria una nuova riforma costituzionale che porta ad una nuova fase di tensione politica, a causa della possibilità, introdotta dalla riforma, di sostituire l’attuale Presidente della Repubblica Tamás Sulyok. 

Cosa è accaduto

Il Parlamento di Budapest ha approvato il diciassettesimo emendamento alla Legge fondamentale del Paese, una modifica destinata ad avere importanti conseguenze sull’equilibrio istituzionale e sullo scontro politico interno. Il provvedimento sarebbe stato approvato con 139 voti favorevoli e 6 contrari. Tuttavia, alla seduta parlamentare mancavano i deputati del partito Fidesz, la formazione politica guidata dall’ex primo ministro Viktor Orbán, che ha scelto di non partecipare al voto. La riforma arriva infatti in un momento di forte contrapposizione tra il nuovo governo guidato da Péter Magyar e l’area politica vicina al precedente esecutivo.

L’emendamento 

Secondo quanto scritto nel testo approvato durante la seduta parlamentare, il presidente può essere rimosso dal suo incarico nel caso in cui rifiuti di firmare gli emendamenti costituzionali approvati dal Parlamento. Tamás Sulyok, eletto presidente nel 2024 dopo essere stato presidente della Corte costituzionale ungherese, avrebbe quindi cinque giorni di tempo per promulgare la modifica. In caso contrario, potrebbe essere avviata una procedura di destituzione nei suoi confronti. La nuova modifica costituzionale, tuttavia, non riguarda soltanto la figura del presidente. L’emendamento introduce anche altre misure che incidono sul funzionamento dello Stato. Tra queste vi è un limite massimo di dodici anni per la permanenza dei parlamentari, una norma pensata per ridurre la concentrazione del potere politico nelle mani degli stessi rappresentanti per lunghi periodi. Viene inoltre stabilito un limite di età per i giudici della Corte costituzionale e viene istituito un nuovo organismo incaricato del recupero e della gestione del patrimonio pubblico.

Il peso della questione

La rilevanza politica della questione è legata al fatto che Sulyok rappresenta l’esponenete più vicino all’area conservatrice che ha dominato la politica ungherese negli ultimi anni. Il premier Péter Magyar, leader dell’opposizione che ha conquistato il potere dopo la fine dell’era Orbán, sostiene che il presidente rappresenti ancora un legame con il precedente sistema politico. Per Magyar, la riforma è uno strumento necessario per modificare gli equilibri istituzionali e rafforzare il controllo democratico sulle cariche pubbliche. La riforma è stata interpretata come una delle prime grandi iniziative del nuovo corso politico ungherese. La decisione di intervenire sulla Costituzione evidenzia la volontà della maggioranza di Péter Magyar di modificare alcune strutture costruite durante gli anni del governo Orbán, caratterizzati da un forte accentramento del potere nelle mani dell’esecutivo.

La vicenda rappresenta quindi un passaggio cruciale nella trasformazione politica dell’Ungheria. Dopo anni di predominio di Fidesz e di Viktor Orbán, il nuovo governo cerca di ridefinire le istituzioni del Paese, mentre l’opposizione accusa la maggioranza di voler concentrare troppo potere. La possibile destituzione di Sulyok diventa così il simbolo di uno scontro più ampio sul futuro democratico e istituzionale dell’Ungheria.