Emanuel Iannuzzi, 42 anni, compagno della madre della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta lo scorso febbraio a Bordighera, è stato trasferito per la quarta volta da quando si trova in carcere. L’ultimo spostamento sarebbe avvenuto dopo una violenta aggressione subita nel penitenziario di Pavia, dove alcuni detenuti gli avrebbero provocato la frattura del setto nasale.
Secondo quanto emerso, Iannuzzi è stato trasferito nel carcere di Cremona per motivi di sicurezza. Non si tratta del primo cambio di istituto: dopo l’arresto era stato inizialmente detenuto nel carcere di Genova Marassi, poi trasferito a Ivrea, successivamente a Pavia e infine a Cremona. Già nei precedenti trasferimenti erano emerse indiscrezioni su possibili minacce da parte di altri detenuti.
L’uomo è detenuto nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Imperia sulla morte della piccola Beatrice. Insieme alla madre della bambina è accusato di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Gli investigatori ritengono che la bambina fosse vittima di continue violenze fisiche e psicologiche all’interno dell’ambiente familiare.
Secondo le contestazioni della Procura, Beatrice e le sue due sorelle maggiori, di 9 e 10 anni, avrebbero subito ripetuti maltrattamenti. Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti figurano schiaffi, pugni, strattoni per i capelli, urti contro muri, finestre e pavimenti, oltre a percosse inflitte con cinture, calzature e prolunghe elettriche.
Le indagini hanno inoltre documentato un episodio particolarmente drammatico: alcuni video mostrerebbero la piccola Beatrice costretta a fumare marijuana mentre piangeva. Gli accertamenti autoptici hanno confermato la presenza di tracce di nicotina nei polmoni della bambina, elemento che ha ulteriormente aggravato il quadro investigativo.
Iannuzzi ha sempre respinto ogni accusa. L’inchiesta della Procura di Imperia prosegue per chiarire ogni responsabilità nella morte della bambina e nelle presunte violenze subite anche dalle sue sorelle. Nel frattempo, il nuovo trasferimento in carcere è stato disposto dopo l’ultima aggressione subita dal detenuto, la quarta movimentazione tra istituti penitenziari dall’inizio della sua custodia cautelare.