La sedia vuota

Di In Almanacco
Agosto 06, 2026
Una sedia di legno vuota al centro di una stanza consumata dal tempo, illuminata dalla luce naturale che entra da una finestra laterale.

Le sedie vuote quando ci vedono sereni e felici, è come se fossero ancora piene. Nessuno di coloro che ci hanno veramente amati, vorrebbe vederci tristi e depressi, perché una sedia vuota che resta tale,  rappresenta una desertificazione del nostro animo. Sono tanti coloro che, quando muore una persona  cara decidono di non rimuovere quella sedia che per tanto tempo l’ha ospitata. E’ questo il caso della sedia di Giuliano, una persona diversamente giovane ma saggia, rispettosa e simpatica. Egli rappresentava l’emblema di una strada abitata nel comune di Giugliano in Campania, provincia di Napoli. Dopo la dipartita della sua adorata moglie egli passava molte delle ore della sua giornata seduto su quella sedia bianca posizionata sul balcone fronte strada del suo stabile. Tutte le volte che gli abitanti di quella traversa gli passavano davanti, egli salutava con la mano come se impartisse loro una benedizione. Era bello passare di là e salutare Giuliano perché il suo era un saluto che proveniva dal suo cuore. Serio, silenzioso e riservato, come lo sanno essere solo le persone della sua età che sono passati da un secolo all’altro vivendo tante gioie ma anche tante tristezze. Nelle giornate di sole, egli era solito sedersi con la sua inseparabile sedia, di fronte casa sua, all’angolo della strada, e in quei giorni era bello passargli davanti  per scambiare con lui qualche battuta sul tempo che passa e su quello che era già passato. Tutti volevano bene a Giuliano, perché egli si faceva volere bene senza volerlo e senza chiederlo. Egli rappresentava la certezza e nello stesso tempo, la sicurezza dei suoi figli e parenti, perché vegliava su di loro con discrezione e riserbo. In Giuliano molti che non hanno più un padre rivedevano in lui il loro padre che dispensava consigli ed esortazioni. Ora che Giuliano è da poco salito in cielo per raggiungere la sua adorata moglie, quella sedia è ancora là, vuota sì ma pronta a riempirsi ogni qualvolta gli passa davanti chi gli ha voluto bene. Ed è in quel momento che gli occhi del cuore rivedono quella mano che si allunga per accennare ad un affettuoso  saluto. Ciao Giuliano continua a salutarci perché noi non ci stancheremo mai di  farlo e di volerti bene.