La Piazzetta Letteraria

Di In Comunicati Stampa
Agosto 05, 2026
La Piazzetta Letteraria

Aquilonia, la notte delle stelle incontra la grande letteratura: il 10 agosto Nicola Manna racconta il Sud della memoria.
AQUILONIA – La cultura trova la sua espressione più autentica quando abbandona gli spazi convenzionali e torna tra la gente. Accade nelle piazze, dove la parola scritta ritrova la propria dimensione originaria: quella dell’incontro, del dialogo e della condivisione. È questa l’idea che anima la Piazzetta Letteraria di Aquilonia, rassegna ideata e curata dal poeta Giovanni Famiglietti, che giunge alla sua quarta edizione confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più interessanti dell’estate irpina.
Non è soltanto una successione di presentazioni editoriali. È un progetto che, anno dopo anno, ha saputo trasformare un angolo del centro storico in un luogo di pensiero, nel quale autori e lettori condividono il tempo lento della riflessione. In un’epoca dominata dalla rapidità dell’informazione e dalla superficialità dei linguaggi, la Piazzetta Letteraria sceglie deliberatamente la profondità della conversazione, restituendo al libro il ruolo di strumento privilegiato per comprendere il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro.
La quarta edizione si aprirà giovedì 7 agosto, alle ore 18.30, con un confronto dedicato a uno dei capitoli più complessi della storia italiana contemporanea. Ferdinando Di Dato, autore di Genesi, ascesa e caduta del Fascismo, e Annibale Cogliano, con La transizione dal Fascismo alla Costituente, accompagneranno il pubblico in un dialogo che attraversa il Novecento italiano, offrendo una riflessione sul rapporto tra memoria storica, istituzioni e democrazia. Un’apertura significativa, che riafferma la vocazione della rassegna a fare della cultura uno spazio di confronto libero e consapevole.
Ma il momento destinato a imprimere un segno particolare in questa edizione sarà lunedì 10 agosto, alle ore 21.30.
La scelta della notte di San Lorenzo non è soltanto una suggestione del calendario. È un linguaggio simbolico. Mentre gli occhi saranno rivolti al cielo alla ricerca delle stelle cadenti, la Piazzetta Letteraria inviterà il pubblico a volgere lo sguardo verso un altro firmamento: quello della memoria. Sarà infatti presentato “Lucia”, il nuovo romanzo storico dello scrittore e saggista Nicola Manna, in una serata che si annuncia come il momento più intenso e rappresentativo dell’intera manifestazione.
Esistono romanzi che raccontano una storia ed esistono romanzi che restituiscono voce a chi la storia l’ha vissuta senza poterla scrivere. Lucia appartiene a questa seconda categoria. Nicola Manna sceglie infatti di allontanarsi dalla prospettiva dei vincitori, delle cancellerie e dei grandi protagonisti del Risorgimento per entrare nelle case, nelle masserie, nei vicoli e nelle campagne del Mezzogiorno. La sua narrazione non segue il cammino degli eserciti, ma quello delle famiglie; non osserva gli eventi dal potere, ma dalla quotidianità di una donna che attraversa il cambiamento senza comprenderne fino in fondo i meccanismi politici, percependone però ogni conseguenza sulla propria esistenza.
Lucia diventa così il volto delle tante donne rimaste ai margini della narrazione ufficiale, custodi silenziose della famiglia, del lavoro, della fede e della dignità. Attraverso il suo sguardo il Risorgimento perde la retorica celebrativa e recupera la propria dimensione umana. È una storia fatta di attese, di sacrifici, di partenze, di speranze e di disillusioni; una storia nella quale il destino di una nazione si riflette nelle vicende di persone comuni, dimostrando che i grandi cambiamenti si comprendono davvero soltanto quando vengono osservati dalla soglia di una casa, lungo una strada di campagna o nel silenzio di una cucina.
È questa la cifra più autentica della scrittura di Nicola Manna: restituire alla memoria il volto delle persone. Da quasi cinquant’anni il suo percorso professionale si intreccia con quello del Presidio Ospedaliero della SS. Annunziata di Napoli, luogo in cui la fragilità e la speranza convivono ogni giorno. Parallelamente, l’attività di storico e ricercatore lo ha portato a dedicare numerosi studi alla memoria civile e sociale di Napoli, impegno riconosciuto nel 2017 con il Premio alla Cultura “Città di Napoli – Per Sempre Scugnizzo”. Nelle sue opere la ricerca documentaria non è mai fine a sé stessa: diventa il punto di partenza per raccontare le persone, le comunità e il patrimonio invisibile delle tradizioni.
La presentazione di Lucia ad Aquilonia assume, per questo, un significato che va oltre quello di un normale appuntamento letterario. Il rapporto tra Nicola Manna e questa comunità nasce infatti nel 1980, all’indomani del terremoto che devastò l’Irpinia. Allora giunse in queste terre come ufficiale della Croce Rossa Italiana, partecipando alle operazioni di soccorso tra paesi feriti e popolazioni segnate dal dolore. Da quell’esperienza prese forma un legame umano destinato a consolidarsi nel tempo, alimentato dalla frequentazione del territorio, dall’ascolto delle testimonianze degli abitanti e dalla scoperta di una cultura capace di custodire la memoria come elemento fondativo della propria identità. Non sorprende, dunque, che Aquilonia abbia trovato spazio anche nelle pagine di Lucia: non come semplice ambientazione, ma come simbolo di un Mezzogiorno che continua a custodire la propria storia con discrezione e orgoglio.
La rassegna proseguirà il 23 agosto con Barbara D’Acierno e il romanzo Lupo giù per terra, il 6 settembre con Emilio D’Andrea, autore di Canti d’amore e morte al grido dei Briganti, per concludersi il 10 settembre con Arturo Scotto, che presenterà Flotilla – In viaggio per Gaza, testimonianza dedicata a una delle questioni più drammatiche del nostro tempo.
In quattro anni la Piazzetta Letteraria è riuscita a costruire qualcosa che va oltre il successo di una manifestazione estiva. Ha dato vita a una comunità di lettori, dimostrando che anche un piccolo borgo dell’Alta Irpinia può diventare un luogo nel quale la cultura genera partecipazione, consapevolezza e appartenenza. È questa la sfida più ambiziosa raccolta da Giovanni Famiglietti: riportare il libro al centro della vita pubblica, restituendogli la capacità di unire persone, esperienze e generazioni diverse.
E forse non poteva esserci cornice più evocativa della notte di San Lorenzo per ricordare che ogni libro, come ogni stella, continua a emanare la propria luce molto tempo dopo essere stato scritto. Perché la letteratura, quando nasce dalla memoria e dalla verità delle persone, non illumina soltanto il passato: continua a indicare la strada del futuro.