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Bimba morta a Bordighera, le sorelle saranno ascoltate in incidente probatorio: “Chiedevamo aiuto ma non ci ascoltavano”

Di In Cronaca
Agosto 11, 2026
Bimba morta a Bordighera, le sorelle saranno ascoltate in incidente probatorio: “Chiedevamo aiuto ma non ci ascoltavano”

Saranno ascoltate il prossimo 16 ottobre le due sorelline di Beatrice, la bambina di due anni morta il 9 febbraio scorso a Bordighera, in provincia di Imperia. Le minori saranno sentite nell’ambito di un incidente probatorio fissato dal giudice per le indagini preliminari Massimiliano Botti. La madre della piccola e il suo compagno, Emanuel Iannuzzi, sono detenuti con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore e lesioni.

 

L’audizione si svolgerà in Questura a Genova e le bambine verranno ascoltate in condizioni protette. Le persone autorizzate a partecipare all’udienza non potranno entrare in contatto visivo o uditivo con loro, pur nel rispetto del principio del contraddittorio. Le due sorelle erano già state ascoltate dalla Procura durante le indagini e le loro dichiarazioni erano state considerate importanti per ricostruire quanto accaduto nelle ultime ore di vita di Beatrice.

 

La decisione di procedere con l’incidente probatorio è arrivata dopo che il gip ha accolto la richiesta presentata dai difensori della madre della bambina, gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta. La Procura aveva chiesto un rinvio di 60 giorni per attendere gli ultimi risultati degli esami tossicologici, ma la richiesta è stata respinta.

 

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, Beatrice sarebbe stata sottoposta a violenze ripetute. Nelle carte degli inquirenti si parla di schiaffi e pugni al volto e al corpo, di strattonamenti ai capelli e di colpi che le avrebbero fatto sbattere il volto contro muri, finestre e pavimenti. Sarebbe stata inoltre colpita con cinture, calzature e prolunghe elettriche.

 

Le violenze, secondo il racconto delle sorelline riportato dagli investigatori, sarebbero iniziate nel novembre del 2025, circa un mese dopo l’inizio della relazione tra la madre e Iannuzzi. Nei giorni precedenti alla morte, le tre bambine si trovavano nella casa dell’uomo. Le sorelle avrebbero raccontato di aver sentito Beatrice urlare e di averla vista insanguinata. A un certo punto la bambina avrebbe perso i sensi e non si sarebbe più mossa.

 

Le piccole avrebbero anche riferito di aver chiesto più volte che venissero chiamati i soccorsi, senza però essere ascoltate. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Iannuzzi avrebbe fatto un bagno alla bambina e, insieme alla compagna, avrebbe tentato di rianimarla utilizzando acqua e zucchero o attraverso alcune manovre.

 

La sera precedente alla morte, nonostante le condizioni della bambina fossero già gravissime, la coppia sarebbe rimasta in casa insieme ad alcuni amici. Beatrice sarebbe poi deceduta. La mattina successiva la madre avrebbe caricato in automobile il corpo della figlia e le altre tre bambine per fare ritorno a Bordighera. Una volta arrivata a casa avrebbe chiamato i soccorsi, ma per la piccola non c’era ormai più nulla da fare: i sanitari del 118 ne hanno constatato il decesso.

 

L’autopsia ha indicato come causa della morte un trauma cranico provocato da un colpo particolarmente violento, che avrebbe determinato un’emorragia cerebrale. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato condizioni di malnutrizione.

 

L’incidente probatorio del 16 ottobre servirà anche a verificare e cristallizzare le dichiarazioni delle due sorelle, già raccolte durante le indagini, che potrebbero avere un peso significativo nel procedimento.

 

Intanto, venerdì 14 agosto, sono previsti i funerali della piccola Beatrice. Per la giornata la sindaca di Bordighera, Marzia Baldassarre, ha proclamato il lutto cittadino.