È diventata un caso di rilievo internazionale la vicenda del quindicenne italiano detenuto a Malta da oltre settanta giorni dopo un falso allarme bomba nella scuola che frequentava. Il giovane è accusato dalle autorità maltesi di diversi reati, tra cui associazione a delinquere e reati informatici, nell’ambito di un’indagine che vede anche il coinvolgimento di Europol.
La famiglia del ragazzo sostiene però una versione differente dei fatti. Secondo i familiari, il quindicenne sarebbe stato manipolato da una rete criminale attiva online e non avrebbe avuto piena consapevolezza delle proprie azioni. Inoltre, denunciano condizioni di detenzione ritenute incompatibili con la sua età, chiedendo un intervento per garantire maggiori tutele.
Dal canto loro, le autorità maltesi respingono le contestazioni, assicurando che i diritti del minore sono pienamente rispettati e precisando che il ragazzo non si trova in regime di isolamento.
Anche la Farnesina segue da vicino la vicenda. Il Ministero degli Esteri italiano ha fatto sapere che il quindicenne è in buone condizioni di salute e che il consolato continua a monitorare il caso attraverso i consueti canali diplomatici.
La prossima udienza davanti ai giudici maltesi è stata fissata per il 19 agosto, data che potrebbe rappresentare un passaggio importante nell’evoluzione di una vicenda destinata a rimanere al centro dell’attenzione.