Con i posticipi del lunedì si è conclusa la prima giornata di questa stagione di Serie A 2026/2027, che non ha lasciato spazio a particolari sorprese. L’ultimo dei tre giorni è sicuramente a tinte capitoline, in seguito alla vittoria della Lazio 1-0 sul campo del Bologna, e alla larga vittoria in casa della Roma, 4-0, contro la Fiorentina.
Nel primo match, quello delle 18:30, la squadra di mister Gattuso, reduce da un inizio shock causa la sconfitta in Coppa Italia contro il Mantova, ritrova un barlume di speranza, che sembrava perso appena dopo il primo incontro stagionale. Un risultato non del tutto corretto, figlio di una super prestazione del portiere biancoceleste Mandas, autore di diverse prodezze sulle offensive del nuovo Bologna di Domenico Tedesco, e della spaccatura creata dall’ingresso in campo del match-winner, nonché neoacquisto laziale, Davide Frattesi.
Nell’ultimo incontro di giornata, alle 20:45, la Fiorentina di Fabio Grosso, rimpolpata dai numerosi acquisti effettuati dal nuovo DS Fabio Paratici, si è schiantata nettamente su quella che è sembrata essere una vera e propria corazzata giallorossa, sotto i colpi delle sue stelle, Paulo Dybala e Donyell Malen. Tre assist per il primo e tripletta alla prima giornata per il bomber olandese, un inizio che ad immaginarlo meglio di così risultava davvero difficile.

La ciliegina sulla torta la mette il beniamino di casa, Niccolò Pisilli, che entra e in meno di 10 minuti sigla la definitiva rete del 4-0. La viola ha sicuramente da rivedere la sua fase difensiva, dove il tridente di Gasperini, a cui ha da subito aggiunto il talento portoghese 2007 neo arrivato, Rodrigo Mora, ha espresso un calcio sublime. Complice qualche scelta di formazione discutibile da parte di Grosso, a Firenze c’è già aria di riscatto, dopo le uscite positive in precampionato.
Le partite della domenica, tra riconferme e nuovo che avanza in Serie A
La domenica della prima giornata di Serie A, divisa in due partite alle 18:30 e due alle 20:45, ha dato degli spunti molto interessanti, simili tra di loro nei due blocchi di partite. Nel pomeriggio c’è stata la riconferma e la ripartenza, seppur con molte perplessità, sia del percorso che ha intrapreso Spalletti alla Juventus, con una vittoria di misura sul campo del neopromosso Frosinone, ma anche di quello del Lecce di Eusebio Di Francesco, che va alla ricerca della quinta consecutiva salvezza in Serie A, dopo aver scritto un record l’anno scorso arrivando alla quarta, il quale si è imposto in trasferta su un’altra neopromossa, il Venezia.
I bianconeri hanno dominato ampiamente il match, sicuramente alla portata, ma mai riuscendo a piazzare il colpo definitivo, arrivando a sprecare occasioni gigantesche con Kolo Muani, il nuovo attaccante fortemente voluto da Spalletti, e Coincecao, a cui manca sempre quella finalizzazione sotto porta per essere l’arma in più della Vecchia Signora.
A risolvere tutto ci ha pensato il centrale brasiliano Bremer, con un colpo di testa, stessa arma con cui Tiago Gabriel ha concesso il definitivo 0-2 al Lecce contro il Venezia, in una partita dove i lagunari si sono visti annullare due gol dal Var. Seppur siamo solo alla prima giornata, i salentini hanno piazzato già un bel colpo in ottica salvezza, invertendo la rotta rispetto alla pessima prestazione vista in Coppa Italia contro il Palermo.
Nei due match serali invece c’è stata la forza del nuovo che avanza, con due vittorie, entrambe per 2-1, di due squadre guidate da nuovi allenatori. Ad imporsi rispettivamente su Sassuolo e Torino, le cui guide sono state affidate a nuove e giovani leve come Aquilani e Abate, alla prima esperienza in Serie A, sono state l’Atalanta di Sarri, e il Milan di Amorim.
I bergamaschi, complice l’esperienza decennale del loro mister in Serie A, hanno effettuato una partita più compatta e lineare, a differenza dei rossoneri che, con una formazione inizialmente priva delle sue stelle, ha visto esprimere il meglio proprio nella ripresa, quando sono scesi in campo tra tutti Modric e Rabiot, autore del momentaneo 2-0. Sugli scudi la bellissima prestazione del giovane italiano Cisse, condita da uno strepitoso gol.
Le partite di sabato, il nuovo Napoli di Allegri e la profondità dell’Inter
Nella giornata di sabato, in quello che è stato l’antipasto della giornata, è andata in scena l’unica partita finita in pareggio, cioè la sfida al Bluenergy Stadium di Udine, tra Udinese e Como.
Bianconeri e Lariani si sono equamente suddivisi i due tempi di gioco, vedendo una sorprendente superiorità dei padroni di casa nella prima frazione, culminata con il gol di Kamara, contrapposta poi ad una ripresa targata Como, dove la squadra di Fabregas è iniziata a girare nel modo fluido che ha mostrato l’anno scorso, conquistando la qualificazione alla Champions League. Il pareggio è arrivato da un rimpallo nell’area piccola, dove il più lesto è stato Douvikas, che ad oggi, con le voci di mercato che avvicinano Moise Kean al Como, resta il terminale offensivo numero uno.
A Parma è arrivato il Cagliari di Pisacane, che nonostante i diversi scossoni nell’ultimo periodo, tra la situazione di Sebastiano Esposito, sempre più separato in casa, e lo spiacevole evento capitato a Yael Trepy, strappa tre punti in trasferta, battendo i ragazzi di mister Cuesta per 1-0, con una botta da fuori di Romano, dove forse il portiere di casa Corvi ha delle responsabilità.
A Genova invece è andato in scena l’esordio in Serie A del Napoli di Max Allegri, che sopraffatto dal pressing asfissiante nel primo tempo dei rossoblù guidati da Daniele De Rossi, ha svoltato la partita nel secondo tempo con i cambi, dove sono risultati determinanti nel 2-0 finale gli ingressi di Vergara e De Bruyne, che si sono scambiati gol ed assist, per i primi tre punti dell’era Allegri.

Per concludere il quadro di questa prima giornata, ad aprire la Serie A ci ha pensato la squadra campione d’Italia, che contrapposta al nuovo Monza di Juric, ha inizialmente sofferto la resistenza biancorossa, passando in vantaggio con una bordata di Calhanoglu, recuperata dal gol da vera prima punta del 9 monzese, Varela. Nel secondo tempo non c’è stata storia, dove prima Zielinski, poi Esposito con un fantastico colpo di tacco, e infine l’inserimento di Bisseck, chiudono la partita sul 4-1.
A fine prima giornata dunque ad impressionare è sicuramente lo strapotere offensivo della Roma. ma anche la profondità di rosa dell’Inter, ancor priva degli ultimi due acquisti Spence e Jones, dando l’impressione che forse, cosi come da pronostico, la lotta per lo Scudetto sarà aperta molto a lungo, e coinvolgerà più squadre.