85 views 6 mins 0 comments

La destra guidata dalle donne avanza in Europa

Di In Politica
Settembre 07, 2026
La destra guidata dalle donne avanza in Europa

Il vento sta cambiando in Europa e, no, non è un aggiornamento meteorologico, ma la fotografia di quanto sta accadendo nel Vecchio Continente in quest’ultimo periodo, dove al blu e all’azzurro, colori tradizionalmente associati al conservatorismo e al liberalismo, si unisce sempre più il rosa, simbolo del protagonismo femminile. Stiamo assistendo, infatti, a una crescita dei partiti di destra, che stanno raggiungendo traguardi importanti. Alcuni percorsi sono iniziati ormai da diversi anni, come quello di Marine Le Pen in Francia, che dal 2011 ha portato il Front National, fondato nel 1972 da suo padre, Jean-Marie, ai massimi storici e che dal 2018 ha assunto la denominazione di Rassemblement national. Si avvicinano le elezioni presidenziali in Francia e la leader sovranista è considerata la favorita del primo turno.

Attraversiamo le Alpi e scendiamo in Italia, dove il 4 settembre il governo di centrodestra ha tagliato il traguardo dei 1.413 giorni, diventando il più longevo della storia repubblicana. Nelle ultime ore abbiamo assistito a un altro grande successo elettorale, quello del partito ultraconservatore tedesco Alternative für Deutschland (AfD), guidato da Alice Weidel, che ha conquistato il 44,6% dei voti alle elezioni per il rinnovo del parlamento del Land Sassonia-Anhalt, dove ha scalzato, dopo 24 anni di amministrazione, la CDU (Unione Cristiano-Democratica di Germania) del cancelliere Friedrich Merz.

Le ragioni del successo della destra in Sassonia

Il risultato delle elezioni in Germania indica il fallimento di una certa narrazione, diventata un po’ forzata nell’ultimo periodo, come quella sull’ideologia woke e sull’immigrazione incontrollata. Proprio queste istanze hanno portato gli ultraconservatori, con in testa il candidato alla presidenza del Land, Ulrich Siegmund, a ottenere una maggioranza schiacciante, dato che alle urne si sono recati circa l’80% dei cittadini aventi diritto di voto.

Ma un altro risultato degno di nota riguarda il BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht), il partito di sinistra guidato dalla carismatica Sahra Wagenknecht, ex comunista, anch’essa fortemente critica nei confronti dell’immigrazione. L’esponente del cosiddetto partito rosso-bruno, che mischia al suo interno elementi di istanze come la lotta all’immigrazione incontrollata e il socialismo, potrebbe essere l’ago della bilancia per abbattere il cordone sanitario, l’equivalente dell’arco costituzionale italiano, che mira a isolare forze politiche considerate estreme o antisistema.

Il tutto dipenderà dal fatto che i due partiti convergano verso un nome neutrale oppure che ci sia l’endorsement per Ulrich Siegmund. La Sassonia-Anhalt, Land appartenente alla Germania dell’Est che durante la Guerra Fredda apparteneva alla galassia sovietica, ha visto vincere una formazione di estrema destra e potrebbe diventare il luogo dove, citando Antonello Venditti nel suo celebre brano Compagno di scuola, “Dove Nietzsche e Marx si davano la mano”.

La destra al femminile

L’ondata sovranista porta inesorabilmente a una riflessione profonda. Per quanto si possa gridare al pericolo nazifascista, questo non arresta l’avanzata di questi partiti, ma anzi li rafforza e dimostra come il mostro sia altrove, in altri miti. C’è una volontà popolare chiara che chiede più sicurezza, sia economica sia a livello di ordine pubblico.

Abbiamo parlato di Marine Le Pen, Giorgia Meloni e della protagonista del momento, Alice Weidel, e potremmo anche aggiungerci il premier giapponese Sanae Takaichi: tutte donne che hanno raggiunto il successo politico e il potere nelle rispettive nazioni da destra.

Che il femminismo, una delle bandiere della sinistra, sia stato portato avanti in modo diverso da persone di tutt’altra posizione politica è un dato che dovrebbe fare riflettere. Certo, in Italia c’è ancora molto lavoro da fare sulle politiche familiari e per le donne, ma vedere che donne provenienti dalla destra riescono ad arrivare ai vertici della politica, imponendosi sugli uomini e conquistando il potere attraverso il consenso e il proprio percorso politico, mette in discussione lo stereotipo di una destra necessariamente misogina e maschilista.

Un’altra picconata arriva dalla Germania per quanto riguarda i diritti civili, in quanto la leader dell’AfD, Alice Weidel, è dichiaratamente lesbica e convive con la produttrice cinematografica svizzera Sarah Bossard, con la quale ha adottato due bambini. Anche qui la destra sembra essere più aperta di quanto non si immagini.

Ed è forse proprio questo il punto su cui la sinistra europea dovrebbe interrogarsi: quando una parte dell’elettorato cambia campo, quando le donne diventano protagoniste della destra e quando persino alcune battaglie storicamente considerate patrimonio esclusivo della sinistra vengono interpretate e rivendicate dall’altra parte, forse non basta continuare a gridare al nemico.

Perché, alla fine, se il vento sta davvero cambiando, prima di accusare il vento bisognerebbe capire perché così tante persone hanno deciso di cambiare direzione.

Se vuoi rimanere sempre aggiornato sul mondo della politica segui la sezione politica!