Scomparse per una challenge su youtube: le due sorelline di San Cataldo ritrovate nel negozio

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Settembre 24, 2026
Due agenti della Polizia di Stato vicino a una volante blu durante un servizio di controllo e sicurezza urbana.

SAN CATALDO (CALTANISSETTA) – Un incubo lungo ventiquattro ore che si scioglie davanti all’evidenza dei fatti, ma che lascia aperto un interrogativo profondo sul peso che il mondo digitale esercita sui più giovani. Le due sorelline di 12 e 8 anni, di cui si erano perse le tracce la sera di venerdì a San Cataldo, non sono state vittime di alcun sequestro di persona. A farle sparire nel nulla è stata la volontà di emulare una sfida virale vista in rete. 
La dinamica e le indagini
A fare chiarezza sulla vicenda è stata la Procura della Repubblica di Caltanissetta, guidata dal procuratore Salvatore De Luca, che ha inoltrato richiesta di archiviazione per il fascicolo inizialmente aperto per sequestro di persona. 
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, confermata dall’analisi della cronologia degli smartphone e dalle testimonianze dirette delle due bambine, si è trattato di un gesto autonomo e premeditato. Approfittando dell’orario di chiusura, le sorelline si sono intrufolate in un esercizio commerciale del paese — rintanandosi nella zona dei servizi igienici — con l’obiettivo di trascorrervi l’intera notte all’insaputa sia del proprietario sia dei familiari.”I minori hanno agito con la precisa volontà di riprodurre la sfida osservata sul web, dove noti influencer raccontano l’esperienza di nascondersi all’interno di locali commerciali eludendo la sorveglianza per poi uscirne l’indomani”, chiariscono gli inquirenti.
La pratica emulata dalle due ragazzine è nota sulle piattaforme social e su YouTube come “24 Hour Overnight Challenge” (o “Tutta la notte nel negozio”). Un format in cui gli ideatori si riprendono mentre cercano di superare i controlli di sicurezza, nascondendosi tra gli scaffali o nei bagni dei grandi magazzini per documentare poi l’esperienza con lo smartphone. 
In questo caso, la simulazione è fallita l’indomani, quando le forze dell’ordine e i soccorritori le hanno individuate proprio all’interno del locale, mettendo fine alle ricerche che avevano fatto scattare l’allarme nell’intera comunità nissena.
Riflessioni sul controllo dei minori online
La vicenda, pur essendosi conclusa senza conseguenze fisiche per le minori, riaccende il dibattito sui rischi legati all’accesso non presidiato alle piattaforme digitali da parte dei giovanissimi e sulla velocità con cui dinamiche emulate in rete possono tradursi in situazioni di potenziale pericolo reale. 
Mentre sul piano giudiziario la posizione di terzi è stata del tutto esclusa, l’episodio ripropone l’attenzione sul ruolo educativo delle famiglie e delle istituzioni nella gestione dei dispositivi digitali e nella comprensione dei contenuti fruiti quotidianamente dai minori.