162 views 10 mins 0 comments

INCIDENTE MORTALE. GUIDAVA UNA PANDA CON TARGA POLACCA. ORA DOVRA’ RISARCIRE 1.3 MILIONI DI EURO.

Di — In Economia
Settembre 25, 2026
INCIDENTE MORTALE. GUIDAVA UNA PANDA CON TARGA POLACCA. ORA DOVRA' RISARCIRE 1.3 MILIONI DI EURO.

Luca Chiaravalle – Un assicuratore amico

La Fiat Panda era immatricolata in Polonia e circolava senza una valida RC.

Nel 2025 è stata coinvolta in Italia in un incidente mortale. Il sistema di garanzia è intervenuto, ma quel denaro può essere recuperato dai responsabili. E non serve possedere 1,3 milioni per rischiare di mettere in gioco il proprio patrimonio.

Una Fiat Panda del 2013.

Un’automobile dal valore di poche migliaia di euro.

Una targa polacca.

Nessuna assicurazione RC valida.

Poi un incidente, un ciclista che perde la vita e una cifra che sembra quasi impossibile da associare a quella macchina:

1,3 milioni di euro. No, non è una multa. E non è neppure il valore della Panda.

È la cifra raggiunta, tra prestazioni già pagate e somme accantonate, dalle conseguenze economiche di quel sinistro.

Il dato arriva dal PBUK, il Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych, l’organismo polacco che opera nel sistema internazionale dell’assicurazione automobilistica, ed è stato comunicato alla stampa polacca.

Ma andiamo con ordine.

Tutto parte da una Panda

L’incidente avviene in Italia nel 2025.

Secondo le informazioni fornite dal PBUK, si tratta di una Fiat Panda del 2013, registrata in Polonia e priva di una valida copertura RC.

Alla guida c’è un automobilista non polacco. La Panda investe un ciclista che, secondo la ricostruzione riportata dalla fonte, stava procedendo regolarmente. L’uomo rimane gravemente ferito e successivamente perde la vita.

Da quel momento parte la macchina dei risarcimenti.

E il numero diventa enorme.

Il PBUK ha indicato in circa 1,3 milioni di euro, quasi 5,6 milioni di zloty, l’ammontare delle prestazioni pagate e accantonate per questo sinistro.

La precisazione è importante.

Non possiamo dire che 1,3 milioni di euro siano già stati tutti materialmente versati.

Possiamo dire che, tra quanto è stato pagato e quanto è stato riservato per le conseguenze del sinistro, il caso ha raggiunto quella cifra.

Ed è già abbastanza per comprendere le dimensioni del problema.

E la targa polacca cosa c’entra?

Chi segue questa rubrica probabilmente ricorderà che ne abbiamo parlato poche settimane fa.

Avevamo raccontato il fenomeno delle cosiddette “targhe polacche”, particolarmente visibile anche in Italia.

Il punto non riguarda naturalmente tutte le automobili con targa polacca.

Una targa polacca non significa automaticamente automobile irregolare o priva di assicurazione.

Il fenomeno sul quale si sono concentrate le autorità è molto più specifico. I veicoli formalmente registrati in Polonia ma utilizzati nella pratica in altri Paesi, soprattutto in Italia, e che in alcuni casi risultano privi di una RC valida.

È lo stesso PBUK a descrivere ufficialmente il problema. Nel 2024 aveva rilevato in Italia circa 8.000 incidenti riconducibili a conducenti di questi veicoli, 514 dei quali senza RC valida. Nel 2025 gli incidenti erano saliti a oltre 11.000, con circa 1.300 casi senza una polizza in corso di validità.

Questa Panda rappresenta uno dei casi più gravi emersi per il 2025.

Ma se non c’era l’assicurazione, chi paga?

È probabilmente la domanda che viene spontanea.

Se un’automobile senza assicurazione provoca un incidente, significa che la vittima e i suoi familiari rimangono senza tutela?

No.

Esistono sistemi di garanzia proprio perché il diritto del danneggiato al risarcimento non può dipendere semplicemente dal fatto che il responsabile abbia rispettato o meno l’obbligo di assicurarsi.

Nel caso di incidenti transfrontalieri entrano inoltre in gioco gli organismi nazionali che cooperano all’interno del sistema internazionale assicurativo.

Ed è ciò che è accaduto anche in questa vicenda.

In sostanza, il sistema interviene per affrontare il danno. Ma attenzione, il fatto che qualcuno intervenga a tutela della vittima non significa che il responsabile abbia trovato un’assicurazione gratis.

La vicenda è stata riportata anche in Italia. Euronews riferisce che il garante polacco è intervenuto e che viene richiesta al conducente la restituzione delle somme sostenute.

Ma il risarcimento, non cancella il debito. Provo a spiegarlo nel modo più semplice possibile.

Immaginiamo che io provochi un danno e debba pagarlo.

Un terzo interviene e anticipa il denaro affinché la persona che ha subito quel danno non rimanga senza tutela.

Il danneggiato viene risarcito.

Ma il fatto che qualcun altro abbia anticipato quei soldi non significa necessariamente che il mio debito sia scomparso.

Chi ha sostenuto il costo può successivamente agire per recuperare quanto dovuto dai soggetti responsabili, secondo le regole applicabili.

Molto più semplicemente, qualcuno paga il danneggiato, ma poi il conto può tornare indietro.

Ed è qui che questa storia diventa interessante anche per chi non ha mai avuto una targa polacca.

Intanto l’obiezione che molti faranno leggendo questa storia è; Si, ma dove li prende 1,3 milioni di Euro?

Se una persona circolava senza assicurazione, qualcuno potrebbe pensare “Figuriamoci se possiede 1,3 milioni di euro. Tanto non potrà mai pagarli.”

Può darsi che non li possieda. Ma questo non significa che il problema scompaia.

Non occorre avere 1,3 milioni sul conto corrente perché una richiesta di recupero di quella dimensione possa avere conseguenze economiche molto serie.

Quando esiste un credito e chi lo vanta ha titolo per procedere, possono entrare in gioco gli strumenti previsti dall’ordinamento per tentare di recuperarlo. Quali beni e quali somme possano essere concretamente aggrediti dipende naturalmente dalla situazione personale, dalla giurisdizione applicabile e dalle relative tutele e limiti di legge.

Per questo non sappiamo, e non dobbiamo inventare, quale patrimonio possieda il conducente di questa Panda né quanto potrà essere effettivamente recuperato da lui.

Ma il principio resta. Una persona può non avere un patrimonio da 1,3 milioni di euro e allo stesso tempo rischiare ciò che effettivamente possiede, nei limiti consentiti dalla legge.

Un’abitazione, altri beni, disponibilità economiche o crediti non diventano automaticamente intoccabili semplicemente perché il debito è molto più grande del patrimonio.

E quindi il ragionamento “Non ha 1,3 milioni, quindi non pagherà nulla” è troppo semplice.

Potrebbe non essere possibile recuperare l’intera cifra.

Ma questo non significa affatto che quel poco o tanto che una persona possiede sia automaticamente al riparo.

Ed è forse questo l’aspetto che più dovrebbe far riflettere.

Un’ auto da poche migliaia di Euro capace di provocare un danno da oltre un milione di euro.

Quando pensiamo all’assicurazione dell’auto commettiamo spesso un errore.

Guardiamo la macchina.

“È vecchia.”

“Vale poco.”

“È soltanto una Panda.”

Ma il valore dell’automobile e il valore del danno che quell’automobile può provocare sono due cose completamente diverse.

La RC Auto non serve ad assicurare quanto vale la nostra macchina.

Serve a coprire, entro le condizioni e i massimali previsti, la nostra responsabilità per i danni provocati agli altri.

E quei danni possono essere enormemente superiori al valore dell’automobile.

Un’auto da poche migliaia di euro può essere coinvolta in un incidente nel quale una persona rimane gravemente ferita.

Può provocare un’invalidità.

Può provocare una morte.

A quel punto possono entrare in gioco danni alla persona, conseguenze economiche, assistenza, prestazioni e risarcimenti che non hanno alcun rapporto con il prezzo dell’automobile.

È così che una Panda del 2013 può trovarsi al centro di un caso da 1,3 milioni di euro.

E il punto non è la Panda.. e nemmeno la Polonia. La targa polacca rende questa vicenda particolarmente attuale.

La Panda rende impressionante il confronto tra il valore dell’automobile e quello del danno.

Ma il vero argomento è un altro. L’assicurazione.

Perché possiamo discutere delle targhe estere, delle immatricolazioni, delle differenze di costo e delle falle che hanno consentito a questo fenomeno di crescere.

Il PBUK stesso denuncia una crescita rapidissima del problema italiano e la necessità di intervenire sulle procedure che hanno permesso a veicoli registrati in Polonia di essere utilizzati stabilmente all’estero anche senza revisione o assicurazione valide.

Ma alla fine di tutta questa storia rimane una domanda semplicissima.

Quanto può costare il danno provocato da un’automobile?

La risposta è davanti a noi.

Una Fiat Panda del 2013.

Una targa polacca.

Un ciclista.

Una vita perduta.

Una RC che non c’era.

E un caso arrivato a circa 1,3 milioni di euro tra prestazioni pagate e accantonate.

Ecco la fine della storia.

Buona polizza, Luca, Un assicuratore amico.