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Milano, centrodestra diviso sul candidato sindaco: Forza Italia punta su Perego, la Lega rilancia le primarie

Di — In Politica
Ottobre 12, 2026
Forza Italia conferma il sostegno a Matteo Perego di Cremnago per la candidatura a sindaco di Milano, mentre la Lega rilancia le primarie a sostegno di Silvia Sardone. In campo anche Maurizio Lupi. Ignazio La Russa invita la coalizione a trovare un accordo per evitare divisioni in vista delle elezioni comunali.

Forza Italia non arretra sulla scelta del candidato sindaco di Milano e rilancia la candidatura di Matteo Perego di Cremnago.

Dal palco dell’evento organizzato dal partito nel capoluogo lombardo, il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani ha ribadito la volontà di conquistare il governo della città: “Noi vogliamo governare”. Una posizione che conferma l’intenzione di Forza Italia di sostenere il sottosegretario alla Difesa, nonostante le divergenze con gli alleati della coalizione.

Tajani ha indicato in Perego di Cremnago il profilo adatto a guidare Milano dopo quindici anni di amministrazioni di centrosinistra, arrivando a chiamarlo «sindaco» dal palco, tra gli applausi dei militanti e dei rappresentanti del partito. Una presa di posizione che si inserisce in una trattativa ancora aperta, con la Lega intenzionata a sostenere una candidatura alternativa e a rilanciare lo strumento delle primarie.

Il partito guidato da Matteo Salvini insiste infatti sulla necessità di ricorrere alle consultazioni interne alla coalizione qualora i leader non riuscissero a raggiungere un accordo. La proposta, rilanciata nelle scorse ore, è legata alla candidatura di Silvia Sardone, vicesegretaria della Lega, eurodeputata e consigliera comunale a Milano.

L’ipotesi delle primarie ha però incontrato la netta opposizione di Forza Italia. Gli azzurri hanno fatto sapere che, se la Lega dovesse insistere su questa strada, potrebbe anche decidere di presentarsi autonomamente alle elezioni, una possibilità che, secondo il partito, non rappresenterebbe un precedente inedito nella storia delle amministrative milanesi.

Da Milano, città nella quale sono nati Silvio Berlusconi e Forza Italia, Tajani ha cercato di abbassare i toni del confronto, senza tuttavia rinunciare a sostenere il nome di Perego.

“Agli alleati abbiamo fatto una proposta non con aggressività”, ha spiegato, sottolineando che l’obiettivo non sarebbe quello di dividere la coalizione, ma di “unire con dei buoni contenuti e capacità”.

Per il leader azzurro, il sottosegretario alla Difesa rappresenterebbe una figura in sintonia con le caratteristiche della città.

“È in sintonia con lo spirito della città, incarna quello spirito di milanesità e rinnovamento, non solo perché ha la tessera di Forza Italia ma perché ha le capacità che sono necessarie ad un sindaco”, ha affermato Tajani.

Tra i temi sui quali, secondo il leader di Forza Italia, il futuro sindaco dovrà concentrarsi c’è soprattutto quello della sicurezza. Tajani l’ha definita una questione centrale per Milano, sostenendo che questa città ha bisogno di più sicurezza e che la risposta non possa arrivare soltanto dal governo nazionale, ma debba essere accompagnata da una visione complessiva per il territorio.

Nel confronto tra gli alleati è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha rivolto un appello all’unità del centrodestra in vista delle elezioni comunali.

“La strada non è in discesa e dividersi è sbagliato”, ha sottolineato, richiamando i partiti alla necessità di trovare una soluzione condivisa.

La Russa non ha tuttavia risparmiato alcune osservazioni critiche nei confronti di Forza Italia, chiamando in causa in particolare il coordinatore lombardo Alessandro Sorte e l’ex sindaco Gabriele Albertini. Secondo il presidente del Senato, inizialmente si era ipotizzata la scelta di un candidato civico, mentre i tre nomi attualmente in discussione appartengono tutti all’ambito politico.

Oltre a Matteo Perego di Cremnago e Silvia Sardone, infatti, nella partita per la candidatura del centrodestra c’è anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati e nome sostenuto da La Russa. Il quadro resta quindi aperto, con tre possibili candidati e posizioni differenti all’interno della coalizione.

Sulla questione delle primarie è intervenuto lo stesso Perego di Cremnago, che ha escluso di considerarle lo strumento più adatto per risolvere la contesa. “

Sono uno strumento che usa la sinistra che è divisa su tutto”, ha dichiarato, esprimendo comunque fiducia nella possibilità che i leader del centrodestra riescano a trovare una sintesi e a presentarsi uniti alla competizione elettorale.

Anche Silvia Sardone ha ribadito di puntare sull’unità della coalizione. “Credo nel centrodestra unito, che a Milano non può e non deve andar diviso”, ha affermato l’esponente leghista, dichiarandosi al tempo stesso convinta di poter vincere la sfida elettorale.

La Lega, nel frattempo, continua a sostenere che la scelta del candidato debba essere orientata soprattutto alla possibilità di conquistare Palazzo Marino. Il segretario provinciale del partito a Milano, Samuele Piscina, ha spiegato che occorre ripartire da una candidatura in grado di portare alla vittoria, sostenendo che Sardone sarebbe, secondo i sondaggi richiamati dal partito, il nome con la più alta probabilità di successo.

Piscina ha inoltre contestato il metodo con cui Forza Italia ha rilanciato la candidatura di Perego, chiedendo perché il suo nome sia stato presentato pubblicamente sui giornali e nei telegiornali senza un confronto preliminare con gli alleati. Se l’intenzione degli azzurri non era quella di dividere la coalizione, ha osservato, sarebbe stato necessario coinvolgere prima gli altri partiti nella discussione.

La scelta del candidato sindaco di Milano resta dunque un nodo aperto per il centrodestra. Forza Italia continua a puntare su Perego di Cremnago, mentre la Lega difende la candidatura di Sardone e insiste sulle primarie come possibile via d’uscita dallo stallo. Sul tavolo rimane anche il nome di Lupi, mentre da più parti arrivano appelli a evitare una divisione che potrebbe indebolire la coalizione nella competizione elettorale.

La sfida per Milano si gioca così non soltanto sui programmi e sulle candidature, ma anche sulla capacità dei partiti di trovare un accordo condiviso prima del voto.