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Aldo Moro, 48 anni dopo: il delitto che ha cambiato per sempre la storia italiana

Di In Politica
Maggio 09, 2026
Fotografia storica in bianco e nero di Aldo Moro seduto davanti alla bandiera delle Brigate Rosse durante il sequestro del 1978.

Era il 9 maggio 1978 quando l’Italia si fermò davanti a una delle immagini più drammatiche della sua storia repubblicana. In via Caetani, nel cuore di Roma, venne ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro all’interno di una Renault 4 rossa. A ucciderlo furono le Brigate Rosse, al termine di 55 giorni di prigionia che sconvolsero il Paese.

Quella data resta ancora oggi impressa nella memoria collettiva italiana come il simbolo di una stagione buia e drammatica: gli anni del terrorismo, delle tensioni politiche e delle profonde divisioni ideologiche che attraversavano l’Italia.

In quel periodo, il panorama politico nazionale era segnato dal possibile “compromesso storico”, il progetto politico che avrebbe potuto avvicinare la Democrazia Cristiana al PCI guidato da Enrico Berlinguer. Un’ipotesi considerata rivoluzionaria per l’epoca, soprattutto nel pieno della Guerra Fredda, quando immaginare il Partito Comunista all’interno del governo appariva quasi impossibile.

Il PCI di Berlinguer era ormai distante dal modello sovietico e pienamente inserito nell’arco costituzionale democratico, ma il clima politico e sociale di quegli anni era estremamente fragile. Le tensioni alimentavano paure, contrapposizioni e strategie oscure che contribuirono ad accendere ulteriormente il conflitto interno al Paese.

L’assassinio di Aldo Moro rappresentò uno spartiacque nella storia italiana. Lo statista democristiano era infatti tra i principali sostenitori del dialogo con il PCI e del possibile ingresso dei comunisti nell’area di governo. La sua morte interruppe bruscamente quel percorso politico e lasciò dietro di sé interrogativi che ancora oggi continuano a dividere storici, magistrati e opinione pubblica.

Molti aspetti del caso Moro restano avvolti nel mistero. Dalle falle nei sistemi di sicurezza al ritrovamento del corpo in via Caetani — strada simbolicamente situata tra la sede della Democrazia Cristiana e quella del PCI — fino al ruolo dei servizi segreti e delle dinamiche internazionali dell’epoca. Domande che, a quasi mezzo secolo di distanza, continuano a cercare risposte definitive.

Ufficialmente, il delitto Moro resta un attentato terroristico compiuto dalle Brigate Rosse. Tuttavia, il peso storico e politico di quella tragedia continua ad alimentare dubbi, riflessioni e analisi.

Oggi, 9 maggio 2026, ricordare Aldo Moro significa ricordare uno dei più importanti statisti della Repubblica italiana, un uomo che cercò il dialogo in un periodo dominato dalla paura e dalla violenza. Un capitolo doloroso della storia italiana che continua ancora oggi a interrogare le coscienze del Paese.