Negli ultimi mesi Artem Tkachuk ha più volte destato forte preoccupazione tra fan e colleghi. I suoi comportamenti pubblici, spesso documentati sui social, hanno mostrato segnali sempre più allarmanti: in una occasione aveva scritto di voler lasciare questa terra chiedendo a Gesù di prendere la sua anima perché, a suo dire, “la terra non è casa mia”; in un’altra era andato in escandescenze al Pronto Soccorso di un ospedale di Napoli, episodio che gli è costato una denuncia per danneggiamento aggravato, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale; senza dimenticare il momento in cui era stato ripreso mentre lanciava un oggetto metallico contro un’auto in movimento.
Purtroppo, anche l’inizio del 2026 non segna un’inversione di rotta. Nelle ultime ore Artem è stato protagonista di un nuovo episodio controverso, nato da uno scambio con un follower che, rispondendo a una sua storia Instagram, gli aveva scritto: «Ma hai perso il capo?». Una frase provocatoria che ha scatenato una reazione immediata e violentissima.
L’attore ha infatti pubblicato una storia, visibile a tutti, in cui ha iniziato a rivolgere minacce di morte, insulti personali e offese ai familiari dell’utente, oltre a espressioni di stampo omofobo. Nella storia, Artem ha taggato direttamente il profilo del follower, scrivendo: “Figlio del maccarone, ti taglio la gola come un maialino. Figlio di buona donna, tuo padre è un cocainomane, è pure ludopatico. Quel figlio di buona donna”.
Notando che l’immagine profilo del follower ritraeva un uomo mentre giocava a calcio, Artem ha poi proseguito con ulteriori attacchi generalizzati contro i calciatori, aggiungendo: “La maggior parte dei calciatori, tutti r-world e f-world, figli di buona donna, dovete solo correre dietro le palle che non avete, gay“.
Lo sfogo non si è fermato lì. Rispondendo a un altro utente che lo invitava ironicamente a passare dalle parole ai fatti, Artem ha rincarato la dose con nuove minacce fisiche:
“Appena lo becco, e sono sicuro che lo becco per strada, avrà quattro ginocchiate in petto e un anaconda nelle gambe, il ginocchio fa crack. Giocatore finito, figlio di buona donna, figlio di grandi drogati, calciatore con le ginocchia spezzate, sei figlio di buona donna“.
Un’escalation verbale che ha lasciato molti utenti senza parole e che riaccende il dibattito sulla necessità di un intervento concreto per limitare l’uso dei social da parte dell’attore. A questo punto, la domanda che circola tra i commenti è sempre la stessa: qualcuno può davvero impedirgli di quanto meno usare i social?