Cybersecurity europea nuova stretta su infrastrutture e catene di fornitura

Di In Tecnologie
Gennaio 29, 2026

La Commissione europea ha presentato il 20 gennaio 2026 un nuovo pacchetto sulla cibersicurezza con l’obiettivo di rafforzare la resilienza digitale dell’Unione e rendere più semplice l’applicazione delle regole per imprese e pubbliche amministrazioni. Il cuore dell’iniziativa è la proposta di revisione del Cybersecurity Act, spesso indicata come Cybersecurity Act 2, affiancata da modifiche mirate alla direttiva NIS2 pensate per aumentare chiarezza giuridica e ridurre attriti operativi nei gruppi che lavorano su più Paesi. Sul tavolo entra anche un rafforzamento del ruolo di ENISA, l’Agenzia europea per la cibersicurezza, con una funzione più coordinata nella supervisione di realtà transfrontaliere e nella gestione di processi di certificazione. Il pacchetto interviene inoltre su un punto sensibile per il mercato, la sicurezza della catena di fornitura ICT che supporta settori critici. La proposta prevede meccanismi che permettono di intervenire su componenti e apparati provenienti da fornitori considerati ad alto rischio quando esistono elementi di rischio per la sicurezza o dipendenza strategica. Su questo aspetto diverse ricostruzioni di stampa internazionale collegano il tema anche a produttori cinesi e in particolare a Huawei, pur in assenza di una citazione diretta di nomi nelle comunicazioni istituzionali. L’impianto delineato mira a introdurre criteri più omogenei a livello europeo, con valutazioni di rischio e analisi di impatto prima di arrivare a restrizioni e piani di sostituzione, e con tempi applicativi che variano in base al tipo di rete o infrastruttura coinvolta. Per il tessuto produttivo italiano il segnale è concreto. Aumentano le aspettative su governance, gestione incidenti e rapporti con i fornitori, mentre la semplificazione proposta sulla NIS2 punta a rendere più lineare la supervisione per gruppi con sedi in più Stati e a migliorare la raccolta di informazioni sugli attacchi ransomware. Dal punto di vista economico la traiettoria è chiara. Cresce la domanda di audit, servizi di compliance, consulenza su procurement e sostituzione tecnologica, oltre a soluzioni di sicurezza by design per prodotti e servizi digitali destinati al mercato europeo. Ora la partita passa al percorso legislativo tra Parlamento e Consiglio, con un effetto immediato sul mercato già visibile, pianificazione e budget cyber più strutturati e attenzione più alta sulla scelta dei partner tecnologici.