Cardigan: protagonista del guardaroba 2026/27

Di In Moda
Marzo 30, 2026

Da Prada alla collab tra Armani e Alanui, passando per Uniqlo fino ad arrivare ad Ami e Loewe, queste le griffe che hanno dato nuova vita al cardigan ma soprattutto “nuova moda”. Infatti sarà il protagonista del guardaroba maschile ma anche di quello femminile in questo 2026 pieno di novità sul fronte “trend”. Questo capo è sempre stato associato ad uno stile di nicchia, troppo serio, troppo prof. e troppo nonno. Ma ad oggi non è più così, perché, ormai, amiamo la comodità e il cardigan è il giusto compromesso tra quest’ultima e quella che è l’impostazione della giacca, e si rifà perfettamente a quello che è lo stile contemporaneo: layering intelligente, rigore morbido, un’aria da dirigente scolastico serio e virtuoso aggiornata che le passerelle hanno riportato al centro senza nostalgia, come evoluzione del cosiddetto “literary chic”, ovvero, lo stile che fonde un’eleganza sofisticata e colta con quel tocco vintage e per l’appunto intellettuale. Da AMI a Loewe fino a Uniqlo e Giorgio Armani che lo porta in passerella con Alanui che di questo capo ha fatto il suo successo. Nell’Autunno/Inverno 2026-27 quest’ultimi hanno rivisitato il cardigan concependolo con frange e cintura, il cosiddetto wrap cardigan. Il capo è preciso: collo a scialle, costruzione avvolgente, chiusura con cintura annodata, frangia corta e compatta lungo i bordi. La base è quella archetipica di Alanui, ma la rilettura è tutta armaniana: il volume si disciplina, si avvicina al corpo e soprattutto interviene il disegno (un jacquard a righe ritmiche in blu, azzurro e ametista) grafico, controllato, quasi sartoriale. Un ponte tra il minimalismo aristocratico di Armani e il folklore artigianale di Alanui che diventa uno dei pezzi-chiave della collezione e, soprattutto, la prova concreta di cosa sia oggi l’eleganza maschile: strutturata senza rigidità, personale senza eccentricità.

Prada, invece, ha pensato al cardigan come una seconda pelle, per vivere la quotidianità con eleganza. In collezione appare in versioni essenziali, fine gauge, linee pulite, spesso completamente sbottonato, alternando tonalità austere a colori più accesi o abbinamenti cromatici non convenzionali. È il capo che costruisce il look dall’interno. Pensato per essere stratificato ma anche per reggere da solo. Per Loewe la base resta quella classica (bottoni o zip) ma viene sistematicamente sdrammatizzata: proporzioni più larghe, spalle morbide, lunghezze rilassate. Non più capo ordinato da stratificazione, ma pezzo principale attorno a cui costruire tutto il resto. Le materi prime restano centrali: cashmere soffici, mohair pelosi. Con Loewe il cardigan convive naturalmente con denim baggy e silhouette rilassate.

Ami Paris presenta una versione con superficie pulita, vestibilità rilassata, e poi il cuore Ami de Coeur ricamato sul petto, piccolo ma immediatamente riconoscibile che arriva prima di qualsiasi altra cosa. Per quanto riguarda Uniqlo, ci affacciamo a uno stile, oseremmo dire “democratico” nel prezzo ma rigoroso nella materia, con lane merino, cotoni compatti e fibre naturali che puntano più alla durata che all’effetto. Le linee sono pulite, moderne, prive di decorazione. Cardigan sottili, regolari, pensati per essere indossati sopra una T-shirt, sotto un cappotto o da soli, sempre senza dominare il look. Pezzi che non cercano protagonismo. Uniqlo traduce il cardigan da oggetto di moda a gesto quotidiano: accessibile, coerente, credibile con qualsiasi stile. La prova definitiva che il suo ritorno non è solo passerella, ma guardaroba reale.

Beh, che dirvi di più se non “accattatavillo” (acquistatelo).