C’è un momento preciso, quando si preme il tasto “acquista” su un volo per una meta da raggiungere da soli, in cui lo stomaco si stringe. È un misto di euforia e puro panico. Ci si chiede: “E se mi annoio? E se mi perdo? E se cenare da solo fosse imbarazzante?”. Sono paure normalissime. Ma il segreto per il primo viaggio in solitaria non è essere dei lupi solitari o dei supereroi: è scegliere la città giusta. Una città che ti prenda per mano, dove i trasporti funzionino senza farti venire una crisi di nervi e dove sedersi al bancone di un bar da soli sia la cosa più naturale del mondo. Se stai cercando il posto perfetto per il tuo “battesimo del fuoco”, ecco cinque città ideali per iniziare.
Lisbona (Portogallo) – Il calore di un grande abbraccio
Lisbona è probabilmente la migliore “palestra” per un viaggiatore solitario in Europa. È luminosa, sicura ed estremamente economica rispetto ad altre capitali. I portoghesi sono di un’accoglienza disarmante e quasi tutti parlano un ottimo inglese. Perdersi tra i vicoli dell’Alfama è un piacere, non un pericolo. Senza dimenticare i leggendari tram gialli e i belvedere (i miradouros). Ti basta sederti lì con un pastel de nata caldo in mano a guardare il tramonto sul fiume Tago per capire che stare da soli può essere bellissimo.
Edimburgo (Scozia) – Piccola, gotica e accogliente
Se l’idea di una metropoli enorme ti spaventa, Edimburgo è la risposta. Ha le dimensioni di un grande paese ma l’offerta culturale di una capitale. È una delle città più visitabili a piedi del mondo. Passeggiare lungo la Royal Mile o salire su Arthur’s Seat (un vulcano spento in mezzo alla città!) ti darà un senso di conquista incredibile. In Scozia il pub è il salotto di casa. Entra, prendi una pinta al bancone e tempo cinque minuti starai chiacchierando con il barista o con qualche scozzese verace.
Tokyo (Giappone) – Il paradiso degli introversi
Potrebbe sembrare una scelta audace per una prima volta, ma Tokyo è in realtà la città più facile al mondo per chi viaggia solo. La sicurezza è totale, a livelli che noi europei facciamo fatica a concepire. Inoltre, la cultura giapponese rispetta profondamente la privacy e lo spazio individuale. Tokyo è letteralmente progettata per chi mangia da solo. Dai banconi di ramen dove ordini tramite un biglietto ai ristoranti con i divisori tra i posti: qui nessuno ti guarderà mai con compassione perché non hai un accompagnatore.
Siviglia (Spagna) – La vita che si riversa in strada
Se Tokyo è il paradiso della riservatezza, Siviglia è l’esatto opposto: è l’esplosione della socialità. Ma è una socialità inclusiva. In Andalusia la vita si svolge all’aperto. Non ti sentirai mai solo perché sarai costantemente circondato da persone che ridono, parlano e condividono momenti. Il concetto di “andare a tapas” (spostarsi di locale in locale mangiando piccoli piattini al bancone) è perfetto per chi viaggia solo. Non devi prenotare un tavolo per forza, basta appoggiarsi a una botte e ordinare.
Vienna (Austria) – La sicurezza dell’eleganza
Per chi cerca zero stress logistico e un ambiente estremamente rilassante, la capitale austriaca è una certezza. I mezzi pubblici rasentano la perfezione e la criminalità è quasi inesistente. È la città ideale se vuoi semplicemente camminare tra palazzi imperiali e musei strepitosi senza alcuna ansia. A Vienna fermarsi per ore a leggere un libro o a scrivere su un taccuino davanti a una fetta di torta Sacher, coccolati dai camerieri in livrea, è una vera e propria istituzione culturale.
Se hai paura della solitudine, il trucco definitivo per i primi giorni è prenotare un free walking tour appena arrivi. Sono camminate guidate della città (si lascia una mancia alla fine). È il modo perfetto per orientarsi e, soprattutto, per conoscere altri viaggiatori solitari con cui dividere una cena la sera stessa.