Giovedì 9 aprile si è tenuta l’ormai annuale presentazione che risponde al nome di The Triple-i Initiative, che dal 2024 riunisce alcuni dei più attesi videogiochi indipendenti dell’anno sotto un’unica bandiera, un’unica, grande, conferenza (di circa quarantacinque minuti), durante la quale gli sviluppatori non devono temere di essere oscurati da prodotti con un’attrattiva mediatica e budget decisamente superiori ai propri.
Ma il focus sul lato indie non deve ingannare: non stiamo parlando di giochi sconosciuti o di questionabile attrattiva, come ormai succede con la maggior parte degli oltre ventimila titoli che vengono rilasciati ogni anno, ma di prodotti con dietro team spesso già affermati e un discreto seguito di appassionati, come fa già intuire il nome. Triple-i infatti è infatti un chiaro gioco di parole verso i cosiddetti titoli Tripla A, ovvero i blockbuster da centinaia di milioni di budget (e, spesso, copie vendute). Stiamo parlando di titoli di spessore, ma che hanno deciso di rimanere indipendenti.
The Triple-i Initiative: i giochi
Una piccola premessa prima di iniziare: durante la presentazione sono stati mostrati più di quaranta giochi, e quindi, per questione di tempo, parlerò solamente di quelli che hanno maggiormente carpito la mia attenzione.
Cominciamo quindi da Alabaster Dawn, il nuovo gioco sviluppato dal team Radical Fish Games, già autori dell’apprezzatissimo CrossCode. Come il primo titolo, anche questo è un action-rpg con visuale dall’alto e uno stile grafico in pixel art. Se già CrossCode era pieno di attività secondarie, enigmi da risolvere e un enorme mondo da esplorare, Alabaster Dawn sembra espandere queste caratteristiche all’ennesima potenza, grazie anche a una gestione del mondo che si evolve di pari passo all’avventura del giocatore, con città che si espandono e altri eventi dinamici. Si tratta di sistemi sorprendentemente complessi, soprattutto se consideriamo che stiamo parlando di un gioco sviluppato da poche persone. Alabaster Dawn uscirà il 7 maggio su Steam, in accesso anticipato.
Il secondo gioco di cui voglio parlare è oserei dire quasi un capovolgimento di 180° rispetto al precedente: Prove you’re Human è infatti un titolo narrativo di genere horror, dagli autori del celebre 1000xResist, sunset visitor 斜陽過客 (sì, i caratteri cinesi fanno parte del nome dello studio). Se nel primo gioco avevamo un ambientazione futuristica di stampo Sci-Fi a fare da contorno a un’incredibile trama, qui ci troviamo invece in un setting più vicino ai giorni nostri, nel quale i giocatori sono chiamati a controllare un’intelligenza artificiale convinta di essere un essere umano, in cerca del proprio corpo. Conoscendo gli sviluppatori, sono sicuro che faranno un grande lavoro sullo sviluppo di questioni etico-morale riguardanti l’AI e quanto queste si possano avvicinare ad essere simili all’umanità. Prove you’re Human non ha, al momento, una data d’uscita annunciata.
Passiamo adesso a Neverway, un gioco davvero peculiare, il primo sviluppato dallo studio Coldblood Inc. Si tratta di un gioco che vive molto di contrasti: se infatti i sviluppatori hanno scelto un genere che di solito è indirizzato soprattutto alle persone che intendono rilassarsi, ovvero quello dei simulatori di vita RPG, l’atmosfera del gioco suggerisce l’esatto opposto: angusta, inquietante, difficile da navigare e con un’abbondanza di colori disturbanti, Neverway sembra un titolo perfetto per chi cerca un’esperienza unica, in grado di rimescolare le carte in un genere che in molti hanno iniziato a trovare stantio. Neverway uscirà alla fine di quest’anno, nel mese di ottobre.
Concludiamo infine con un titolo che è davvero al confine tra gioco indipendente e produzione di alto livello: Castlevania: Belmont’s Curse. Se infatti il gioco è effettivamente sviluppato da due studi indipendenti, Evil Empire (autori delle espansioni di Dead Cells e di The Rogue Prince of Persia) e Motion Twin (sviluppatori della versione origine del suddetto Dead Cells e di Windblown), il franchise è di proprietà di Konami, che è senz’ombra di dubbio tra le più grandi case di produzioni di videogiochi in circolazione. Il titolo sembra rimanere fedele alle caratteristiche della serie, offrendo un’esperienza di genere metroidvania con una grande fluidità nelle fasi di combattiemnto e platforming, oltre a uno stile grafico davvero strabiliante. Castlevania: Belmont’s Curse uscirà nel corso di quest’anno.
Siamo giunti alla conclusione e un po’ mi spiace, perché ci sono tanti altri giochi che avrebbero meritato quantomeno una menzione, ma lo spazio e il tempo sono purtroppo quelli che sono e l’articolo non può certo durare mezz’ora. Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, consiglio di vistare il sito web di The Triple-i Iniative, dove è presente una lista di tutti i giochi mostrati durante la presentazione.