Gianfranco Bertiboni, ma per tutti è semplicemente Giaffy. Uno dei tanti bambini della Goldrake Generation cresciuto a pane e cartoni animati che oggi, a quasi 50 anni dall’esplosione del boom televisivo legato all’animazione giapponese, continua a veicolare immagini, video amarcord e curiostà sugli anime e annessi.
Ho avuto modo di conoscere Giaffy ormai da tanti anni ed era doveroso chiedergli uno scambio di battute anche perché ormai, grazie alla collaborazione con una rete televisiva, la sua passione ha travalicato i confini dei social arrivando oltre.
Psn: Ciao Giaffy, grazie per questa intervista. Nel web sei un nome molto famoso, ci racconti chi sei e come è nata la tua passione?
Giaffy: Ciao Maurizio, grazie a te. Nella vita sono una guardia giurata, mestiere che faccio da quando mi congedai dal servizio militare, dal lontano 1991. E ho avuto la fortuna, che ho tutt’ora, di svolgere gran parte del mio servizio alla Rai, stando quindi costantemente in contatto diretto con vari personaggi famosi. La mia passione nacque con l’evento che accomuna tutti quelli della mia generazione, ovvero quando giust’appunto la Rai trasmise la prima volta “Atlas Ufo Robot” in quella iconica data del 4 aprile 1978. Una folgorazione, un amore a prima vista.
Psn: Il tuo gruppo è molto attivo e numeroso e al suo interno ci sono anche artisti del settore. Un gruppo che immagino sia partito per gioco ma che poi è diventato una realtà. Ci racconti un po’ la sua genesi e la sua evoluzione?
Giaffy: Un gruppo,“Giaffy sul Web”, che nacque senza pretese. Lo fondai quasi subito dopo l’iscrizione a Facebook. E, esattamente come hai detto, fu per gioco. E lo è tutt’ora, esprimere la passione che ci accomuna per gli anime con post su un gruppo Facebook come il mio è un sano passatempo. Anche non vantando tantissimi iscritti (attualmente quasi seimila) sono però presenti iscritti di qualità e del settore, che contribuiscono non poco ad una competente divulgazione del mondo anime. Il nome “Giaffy sul Web” era provvisorio, partendo dal presupposto “Dove lo trovo Giaffy? Sta sul web, su Facebook”. Non lo cambiai mai, è rimasto questo.
Psn: Tra gli utenti c’è Daniele Colantoni, presidente dell’Associazione Nazionale Cartoon Cover Band. Insieme a lui hai fatto diverse cose come ad esempio i Raduni Nazionali delle cartoon cover band. Com’è nata questa collaborazione?
Giaffy: Con Daniele c’è una amicizia ormai quasi ventennale. Lo conobbi tramite amici comuni su Facebook, mi fecero entrare nel suo gruppo che lo aveva appena fondato. Un gruppo, il suo, che era nato per mettere insieme una cartoon cover band, cosa che fece poi anni dopo. La passione di Daniele nei confronti di quest’altro stimolante mondo che sono le cartoon cover band, unita alla sua estrema competenza in materia, lo ha fatto diventare un punto di riferimento del settore. La nostra collaborazione nacque unendo le nostre passioni, mettendo inoltre a sua disposizione un’altra mia passione: le riprese video. Ho filmato tutte le attività promosse da Daniele, arrivando a eventi memorabili che sono i Raduni Nazionali delle cartoon cover band. Eventi svolti nella più importante fiera comics d’Italia che è Lucca Comics & Games. C’è anche da aggiungere che questi raduni hanno avuto poi l’onore di avere ospiti illustri tra cui Clara Serina, Guiomar Serina, Enzo Draghi, Fabrizio Mazzotta, che hanno sposato la causa e, accettando il nostro invito, si sono resi disponibili a cenare con i fan, fare foto, firmare autografi e esibirsi in piccole performance. Può sembrare una cosa scontata ma vi assicuro che non lo è affatto.

Con Daniele Colantoni durante una piovosa Lucca Comics and Games, per le riprese del contest per le cartoon cover band
Psn: Nella tua vita hai avuto modo di incontrare molti artisti del mondo delle sigle, hai qualche aneddoto da raccontare?
Giaffy: Sono tra i fortunati ad averne conosciuti tanti di persona, molti grazie proprio alla collaborazione con Daniele, altri contattati direttamente da me. Tra i vari artisti, vorrei ricordarne uno in particolare: Franco Martin. Un artista che conosciamo soprattutto per aver interpretato le due bellissime sigle di “Bryger”. Ho avuto il privilegio di salire su un palco al suo fianco, con altri artisti. Dopo poco tempo è venuto a mancare. Questo mi colpì molto, a tutt’oggi se ci ripenso mi intristisce non poco. Con altri artisti di sigle, un altro incontro che ricordo con estremo piacere è stato con Claudio Maioli, che conosciamo tutti come “Spectra” ovvero l’interprete della sigla italiana di “Ken il Guerriero”. Sono andato a trovarlo direttamente dove abita, in un ridente paesino del Lazio. In un tipico ristorantino locale abbiamo avuto una conversazione straordinaria, raccontandomi tanti retroscena proprio della sua celebre sigla anime. Il tutto davanti una strepitosa carbonara. Carbonara che il maestro Maioli ha mangiato con le tipiche bacchette giapponesi che, mi disse, sono le sue personali e se le porta dietro sempre e ovunque.
Psn: So che il giorno prima del tuo matrimonio ti è stata fatta una sorpresa su un palco…
Giaffy: Si, che serata memorabile! Il mio addio al celibato l’ho fatto, tanto per cambiare, come cameraman per Daniele Colantoni. Era una serata dove, con una cartoon cover band, si esibirono sul palco tanti artisti storici delle sigle. Tra cui il già citato Franco Martin. Non avevo idea della sorpresa che mi era stata preparata. Verso la fine del concerto (io come detto ero concentrato a fare le riprese) il frontman della cartoon cover band annuncia al microfono il mio nome, invitandomi sul palco. E’ stata una situazione surreale, incredibile. Sono salito sul palco, e al mio fianco c’erano Franco Martin, Clara Serina de I Cavalieri del Re, Douglas Meakin dei Superobots/Rocking Horse, Mauro Goldsand de Il Mago, la Fata, la Zucca Bacata. Tutti insieme a cantare Jeeg Robot. Nel mio caso “cantare” è un insulto alla categoria, diciamo che ho mosso le labbra. Con ancora i brividi addosso, assonnato ma felice, la mattina dopo mi sono sposato.
Psn: Tra gli invitati al tuo matrimonio c’era Clara Serina, voce dei Cavalieri del Re. Siamo curiosi, dicci qualcosa sulla sua presenza e qualcosa che ovviamente sa solo chi era presente.
Giaffy: Altra situazione incredibile, se ci ripenso. Seconda solo alla sorpresa del palco raccontata nella precedente domanda. Quando annunciai che mi stavo sposando, è stata Clara Serina in persona che mi contattò privatamente chiedendomi se gli poteva far piacere a me e mia moglie Rita la sua presenza. Domanda che non ha fatto nemmeno in tempo a completare. Mi chiese cosa poteva portare come regalo, la mia risposta fu che un miglior regalo della Sua presenza non avrei mai anche solo osato pensare. Aggiunse, Clara, se poteva farci piacere una sua esibizione. Cioè, pensateci un attimo: Clara Serina, de I Cavalieri del Re, che si offre di cantare al tuo matrimonio davanti gli sposi e gli invitati. Scorrendo mentalmente tutte le sigle che il suo storico gruppo ha interpretato, ce n’è una in particolare che da sempre mi infonde profonde emozioni: il Libro Cuore. Questa gli chiesi, e questa ci ha cantato. Fu un momento magico, vi lascio immaginare lo stato d’animo mio e di mia moglie. Ma non cantò solo quella, ci fece un altro regalo: ha cantato anche il suo cavallo di battaglia, Lady Oscar. Non lo sapevo, fu una sua iniziativa. Un trionfo, si fermarono anche tutti i camerieri ai nostri tavoli, a formare con gli invitati un unico pubblico al suo cospetto.

Clara Serina, voce dei Cavalieri del Re, al matrimonio di Giaffy
Psn: C’è qualche artista a cui sei o sei stato molto legato?
Giaffy: Faccio una premessa, ho voluto e voglio bene a tutti gli artisti che ho conosciuto. Ma uno lo devo citare singolarmente: Douglas Meakin. L’ho incontrato diverse volte, un po’ perché siamo vicini di quartiere a Roma, un po’ perché ho una discreta confidenza con sua figlia Krystall. Dougie è personaggio raro, oltre all’artista c’è una persona con un cuore grande così, offre tutto se stesso, ti travolge col suo affetto, col suo sorriso, con la sua disarmante disponibilità. E con lui, assieme all’amico Emanuele Salerno conosciuto nell’ambiente come Mister Manga, abbiamo realizzato un’intervista-fiume di oltre tre ore. Intervista che trovate sul mio canale youtube “Giaffy’s World”.

Da sinistra: Giordano Petrini, Giaffy, Franco Maffucci, Mauro Goldsand, Clara Serina, Douglas Meakin
Psn: Tornando alle tue attività, so che già da tempo collabori con Supersix e Iunior tv con il format Un anime una curiosità.
Giaffy: Si, una collaborazione che dura ormai da oltre due anni. Anche qui mi è stata concessa una situazione che mai avrei immaginato. Vedermi in tv, su due canali tematici come SuperSix e Iunior TV, canali storici che hanno raccolto l’eredità di quelli attivi negli anni ‘90, è una appagante soddisfazione, non mi nascondo nell’affermarlo. Ed è una collaborazione dove mi è stata data praticamente carta bianca, cosa che comporta comunque tanta responsabilità. La rubrica “Un anime una curiosità” è a totale mio carico: lo script, la ricerca delle informazioni, il video e il suo montaggio, la scelta delle immagini e delle clip, dei brani musicali, insomma tutto il pacchetto completo.

Alcune delle immagini promozionali delle puntate in onda su Super Six e Iunior Tv
Psn: Com’è nato questo progetto e com’è arrivato dal web alla tv?
Giaffy: Il progetto nacque sul mio canale YouTube “Giaffy’s World”, difatti attualmente sono ancora presenti quelle vecchie puntate. Erano lavori destinati per il web, non avevano lo stile che hanno attualmente per la tv. Erano decisamente molto amatoriali, come qualità e impostazione. Però destarono comunque l’interesse dell’emittente, gli editori mi contattarono in privato proponendomi di trasferire il format da YouTube alla tv. E così è stato, ho firmato con loro un formale contratto di collaborazione gratuita. Con loro sono cresciuto tanto, elevando la qualità e adeguando stile e impostazione per le esigenze televisive. Ora le puntate hanno un’aria decisamente più professionale.

Psn: In Italia quando si parla di animazione giapponese vintage si parla quasi sempre dei robot di Go Nagai come Goldrake, Jeeg o Mazinga. Ma tu invece sei più legato ad un altro autore…
Giaffy: Due in realtà, Yoshiyuki Tomino e Leiji Matsumoto. Il primo, Tomino, è il creatore di Mobile Suit Gundam. Anime, per me, definitivo. L’anime che mi ha totalmente fatto innamorare dei cosiddetti “real robot”. Il secondo, Matsumoto, che probabilmente la gran parte degli appassionati lo abbina a Capitan Harlock, io lo venero per essere il creatore di Star Blazers. Altro anime, per me, definitivo. Difatti i due, Gundam e Star Blazers, in un ipotetico podio li metto pari merito al primo posto. I due sono anche autori di altri due robottoni che amo immensamente, Zambot 3 (Tomino) e Danguard (Matsumoto). Ebbene si, il mio preferito non è Goldrake. Benchè, come ho detto all’inizio, mi sono innamorato degli anime giapponesi grazie ad Atlas Ufo Robot, io già all’epoca quando vidi la prima volta le citate opere di Tomino e Matsumoto restai profondamente affascinato.
Psn: Torniamo un attimo al tuo gruppo su Facebook. Come fai a gestire una mole così massiccia non solo di utenti ma anche di contenuti considerando che negli anni abbiamo visto una crescita di utenti polemici e spesso pronti a creare diatribe.
Giaffy: Me lo chiedo anch’io, a volte. La passione, probabilmente. La profonda passione di questo mondo, che non finisce mai di stupire e affascinare, mi spinge a non mollare mai. Ho avuto tanti momenti dove ho pensato seriamente di chiudere tutto e vivere una vita privata un tantino più tranquilla, ma alla fine la perseveranza ha pagato alla luce della mia collaborazione in tv. Utenti polemici non mancano mai, chi è un pizzico in vista come magari può esserlo il sottoscritto è esposto a tutto. Ma è un prezzo che quelli come noi deve pagare, fa parte del gioco. Utenti polemici che, se ci si pensa però, porta ancora più visibilità. Molti nemici, molto onore disse qualcuno.
Psn: Sei un assiduo frequentatore di fiere, piccole e grandi. Molte sono cambiate nel tempo sia in termini di contenuti che di presenze, arrivando a numeri molto consistenti e una quantità di fiere incredibile disseminate in giro per l’Italia quasi ogni mese, spesso somigliandosi tutte. Secondo te si è persa un po’ di quella magia del passato o siamo noi che siamo cresciuti e non riusciamo a trovare più lo stesso stimolo?
Giaffy: Sono abbastanza vecchio, ahimè, per ricordarmi una storica fiera del fumetto che si teneva qui a Roma, l’Expocartoon. Quella era vera magia. Rispetto alle fiere comics come le conosciamo oggi, all’epoca potevi interagire coi personaggi famosi senza filtri, direttamente, senza prenotare on-line un firmacopie, un meet & greet o quant’altro per solo poter sperare di essere incluso in una privilegiata lista. Quella poi era un’epoca dove fiere del fumetto come Expocartoon erano l’unico modo per vedere dal vivo certi personaggi, non c’era internet e il più delle volte non c’era modo di abbinare un volto ad una voce, che sia un doppiatore o un cantante. Le fiere comics attuali effettivamente stanno un po’ inflazionando l’ambiente, probabilmente sono troppe. E tante di quelle grandi, più importanti e storiche come Lucca Comics & Games, o il Romics, hanno già perso tanto in qualità, in attrattiva, in scelte sulle proposte. Ma forse il mio è un ragionamento da boomer dato che è in atto un cambio generazionale e questo si riflette sulle fiere comics. Gli ospiti chiamati, e il merchandising, sono sempre più direzionati verso gli YouTuber, che garantiscono tanta presenza nelle fiere. E finché le fiere incassano coi ticket d’entrata, a loro non serve altro. Probabilmente è giusto così, le fiere non possono ristagnare sempre e solo in un determinato periodo in riferimento agli anime, non possono permettersi di essere un evento di nicchia. Altresì, però, per noi diversamente giovani viene sempre meno lo stimolo nel continuare a frequentarle.
Psn: Nel tuo gruppo oltre allo spazio dedicato a immagini e video, spesso pubblichi degli unboxing dove mostri non solo gli oggetti che acquisti ma anche quella che è la tua collezione.
La passione quindi è estesa anche alle action figure e annesso merchandising?
Giaffy: Assolutamente si, l’essere collezionista è un’altra passione che è nata in parallelo, e in conseguenza, all’amore per gli anime. Colleziono, in realtà, non da tantissimo. Ho iniziato che ero già abbastanza maturo. Ma devo ringraziare mia madre, poiché ha conservato scrupolosamente i miei vecchi giocattoli, come li chiamavamo semplicemente nella mia epoca. Quei vecchi giocattoli hanno fatto da punto di partenza per collezionare l’attuale merchandising che possiedo, dove soprattutto le action figure la fanno da padroni.
Psn: Anche se il tuo lavoro è un altro e tutto quello che fai è mosso dalla passione, hai progetti futuri o hai pensato a qualcosa da aggiungere a quello che già fai?
Giaffy: vorrei fare un viaggio, vorrei mettere finalmente piede nel Paese dove tutto ha avuto origine, il Paese dei manga e degli anime. Il Giappone è un sogno che nacque da subito, da quel fatidico 4 aprile 1978 quando la Rai trasmise la prima volta Goldrake. Quindi, era già in tenera età (avevo 7 anni) che avevo, e che ho, questo desiderio. Questo, almeno per ora, è l’unico progetto che vorrei concretizzare.
PSN: Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto.
Giaffy: Grazie a te Maurizio, crepi il lupo. Un grande abbraccio.
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