Si è svolto in un clima di forte tensione il confronto diretto tra Manuela Bianchi e Romina Sebastiani nell’ambito del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, che vede come unico imputato Louis Dassilva. L’udienza, tenutasi davanti alla Corte d’Assise di Rimini, ha portato alla luce versioni contrastanti su dichiarazioni già rese in precedenza, spingendo i giudici a disporre il faccia a faccia tra le due donne.
Manuela Bianchi, convocata d’urgenza e accompagnata in aula dalla polizia, ha respinto con decisione le affermazioni della Sebastiani, definendole “assolutamente non vere” e dichiarandosi profondamente scossa da quanto riferito. Al centro della disputa vi sono presunte confidenze secondo cui la Bianchi avrebbe ammesso di aver mentito durante un incidente probatorio, in particolare riguardo a un incontro con Dassilva prima del ritrovamento del corpo della vittima.
Durante il confronto, entrambe le testimoni hanno ribadito le rispettive posizioni senza arretramenti. La Sebastiani ha sostenuto che la Bianchi le avrebbe raccontato di essere stata indotta a dichiarare di aver visto Dassilva nel garage da parte del capo della squadra mobile. Di contro, la Bianchi ha negato fermamente ogni pressione o manipolazione, confermando la versione già fornita agli inquirenti.
Il confronto si è concentrato su tre date chiave — il 15 aprile, il 5 maggio 2025 e il 16 gennaio 2026 — ritenute cruciali per la ricostruzione dei fatti. Tuttavia, nonostante il chiarimento diretto, le posizioni sono rimaste inconciliabili, lasciando alla Corte il compito di valutare la credibilità delle testimonianze.
Al termine dell’udienza, i giudici hanno disposto il rinvio al 18 maggio 2026, data in cui è prevista la chiusura dell’istruttoria e l’avvio delle conclusioni del pubblico ministero. Il 25 maggio sarà invece il turno delle difese.
Il procedimento entra così nella sua fase decisiva, con elementi ancora controversi che potrebbero risultare determinanti per l’esito del processo.