È iniziato lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dall’Unione Sindacale di Base (USB) insieme ad altre sigle sindacali. La mobilitazione coinvolge numerosi settori pubblici e privati e potrebbe causare forti disagi in tutta Italia, soprattutto nei trasporti, nella scuola e nella sanità.
Il comparto più colpito sarà quello dei trasporti. Lo stop interessa treni, autobus, metropolitane e tram, con possibili cancellazioni e ritardi per tutta la giornata. Per il settore ferroviario lo sciopero è partito dalle 21 di domenica e terminerà alle 21 di lunedì, coinvolgendo il personale del gruppo Ferrovie dello Stato, Trenitalia, Trenord e Italo. Restano comunque garantite alcune fasce protette, generalmente previste tra le 6 e le 9 e tra le 18 e le 21. Anche il trasporto pubblico locale subirà rallentamenti e possibili sospensioni del servizio. In diverse città italiane bus e metro potrebbero fermarsi fuori dagli orari di garanzia, con conseguenze soprattutto per pendolari e lavoratori.
Lo sciopero coinvolge inoltre il settore scolastico. Docenti e personale ATA hanno aderito alla mobilitazione e molte scuole potrebbero registrare assenze del personale o riduzioni delle attività didattiche. L’apertura degli istituti dipenderà dal numero di adesioni registrate nelle singole scuole.
Possibili disagi anche nella sanità pubblica. Visite specialistiche, esami e prestazioni non urgenti potrebbero essere rinviati, mentre resteranno garantiti i servizi essenziali e le emergenze nei pronto soccorso. Coinvolti anche alcuni uffici pubblici e servizi amministrativi, con possibili rallentamenti nelle attività. Alla base della protesta ci sono richieste legate al lavoro, ai salari e al rafforzamento dei servizi pubblici. USB ha spiegato che la mobilitazione nasce anche come protesta contro l’aumento delle spese militari e contro il peggioramento delle condizioni economiche di lavoratori e famiglie.