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Caso Lucia Raso, la famiglia si oppone all’archiviazione: “Non fu una caduta accidentale”

Di In Cronaca
Maggio 12, 2026
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A quasi sei anni dalla morte di Lucia Raso, la famiglia della 37enne continua a chiedere verità e si oppone per la terza volta all’archiviazione dell’inchiesta aperta in Germania. La donna morì il 24 novembre 2020 dopo essere precipitata dalla finestra dell’abitazione del compagno Christian Treo, a Landshut, in Baviera. Il prossimo 13 maggio il giudice dovrà decidere se archiviare definitivamente il caso oppure disporre nuovi approfondimenti investigativi.

Secondo la consulenza tecnica depositata dalla famiglia, la dinamica della caduta non sarebbe compatibile con un incidente domestico. Il consulente di parte Luca Scarselli sostiene infatti che Lucia Raso sarebbe stata spinta dalla finestra e che gli elementi raccolti non coincidano con il racconto fornito dal compagno, attualmente unico indagato.

Nella relazione vengono ricostruiti due possibili scenari. Il primo riprende la versione fornita da Treo: la donna si sarebbe trovata sul davanzale a gattoni e avrebbe perso l’equilibrio, precipitando nel vuoto. Una ricostruzione che però, secondo il consulente, non spiegherebbe la posizione finale del corpo né l’assenza di urti contro il marcapiano sporgente dell’edificio. Per questo motivo la testimonianza dell’uomo viene definita “non attendibile”.

La seconda ipotesi elaborata dalla consulenza descrive invece Lucia Raso seduta sul davanzale con le spalle rivolte verso l’esterno. In questa posizione, sostiene Scarselli, non sarebbe plausibile una caduta autoindotta, lasciando quindi aperta la possibilità di un intervento esterno.

A rafforzare i dubbi della famiglia ci sarebbero anche le testimonianze dei coinquilini della coppia, che hanno raccontato di un litigio avvenuto pochi minuti prima della tragedia. Secondo quanto riferito, Christian Treo avrebbe reagito con agitazione dopo aver scoperto che la compagna era uscita per incontrare un altro ragazzo, alzando la voce nei suoi confronti.

“Voglio sapere cosa è successo a mia figlia in quei minuti”, ha dichiarato la madre della vittima, Maria Xenia Sonato, spiegando che la famiglia non venne avvisata immediatamente della morte della donna. “Dopo cinque anni siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Lucia merita giustizia e chiarezza”, ha aggiunto.

Il caso resta quindi aperto, mentre i familiari chiedono che vengano approfonditi tutti gli elementi ancora considerati oscuri prima di una possibile archiviazione definitiva.