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Processo immediato per la madre accusata di aver ucciso il figlio di 9 anni a Trieste

Di In Cronaca
Maggio 14, 2026
Processo immediato per la madre accusata di aver ucciso il figlio di 9 anni a Trieste

Andrà direttamente a processo Olena Stasiuk, la donna di 55 anni accusata di aver ucciso il figlio di 9 anni nella sua abitazione di Muggia, in provincia di Trieste. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste ha disposto il giudizio immediato, ritenendo sufficienti gli elementi raccolti dagli investigatori per avviare il dibattimento senza passare dall’udienza preliminare. La prima udienza davanti alla Corte d’Assise è stata fissata per il prossimo 10 luglio.

La donna è imputata per omicidio volontario aggravato da diverse circostanze, tra cui l’uso dell’arma, il legame di parentela con la vittima, la crudeltà e la presunta minorata difesa del bambino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il piccolo sarebbe stato ucciso il 12 novembre scorso durante un incontro con la madre nella casa della donna.

Il bambino viveva con il padre dopo la separazione dei genitori. Gli incontri con la madre erano generalmente seguiti dai servizi sociali, ma una volta alla settimana era previsto un incontro senza supervisione direttamente nell’abitazione di Muggia. Proprio durante uno di questi momenti il padre, non riuscendo più a contattare il figlio, aveva chiamato il 112 facendo scattare l’allarme.

Le indagini hanno evidenziato un quadro familiare complesso, segnato da tensioni e da problematiche psichiatriche attribuite alla donna. Secondo quanto emerso dalle consulenze disposte durante la separazione, Stasiuk soffrirebbe di disturbi di natura borderline e paranoide. Per questo motivo il padre del bambino aveva chiesto che gli incontri tra madre e figlio avvenissero esclusivamente alla presenza dei servizi sociali.

Nonostante alcune segnalazioni e precedenti episodi ritenuti problematici, il Centro di Salute Mentale aveva espresso una valutazione favorevole che aveva consentito alla donna di trascorrere alcune ore da sola con il figlio. Gli investigatori ritengono che proprio durante uno di questi incontri la donna abbia colpito mortalmente il bambino con un coltello. Il corpo del piccolo era stato poi trovato nel bagno dell’abitazione.

Parallelamente al procedimento principale, la Procura di Trieste ha aperto un secondo fascicolo per verificare eventuali responsabilità legate ai controlli e alle decisioni adottate dagli enti che seguivano la famiglia. L’obiettivo è chiarire se tutte le misure necessarie per proteggere il minore siano state effettivamente adottate prima della tragedia.