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Il Grande Show di Pechino: Trump lascia la Cina tra sfarzo, promesse commerciali e nodi irrisolti

Di In Politica
Maggio 19, 2026
Donald trump

Si è conclusa la attesissima visita di Stato di tre giorni del presidente statunitense Donald Trump in Cina. Un viaggio cruciale, il primo a Pechino dal lontano 2017, fortemente cercato dal tycoon per invertire il calo di consensi interni e trovare una via d’uscita a un’economia USA rallentata dall’inflazione al 3,8%. Ad accoglierlo, il leader cinese Xi Jinping ha rispolverato il cerimoniale delle grandi occasioni: 21 colpi di cannone a piazza Tiananmen, tappeti rossi e sfarzo imperiale.

Se la cornice formale è stata impeccabile, con Trump che ha definito Xi “un vecchio amico”, il bilancio politico e geopolitico concreto racconta una storia molto più complessa. Dietro i sorrisi, il vertice si è chiuso con un sostanziale pareggio e poche concessioni strutturali.

I colloqui bilaterali alla Grande Sala del Popolo, durati oltre due ore, hanno visto scontrarsi due visioni strategiche differenti.

Taiwan è stato il punto più teso dell’incontro. Xi Jinping ha lanciato un monito cupo e diretto, avvertendo che Stati Uniti e Cina rischiano “scontri e persino conflitti” se la questione verrà gestita male da Washington (un chiaro riferimento alla vendita di armi a Taipei). Trump, focalizzato su altri obiettivi, ha preferito non reagire apertamente alla provocazione.

Trump si è presentato a Pechino cercando una sponda geopolitica per fare pressione su Teheran e sbloccare la crisi nel Golfo Persico. Sebbene Trump abbia dichiarato che le due superpotenze condividono posizioni simili sul voler porre fine al conflitto armato, gli analisti dubitano che la Cina rinuncerà al suo legame strategico ed economico con l’Iran per fare un favore a Washington.

Accompagnato da una delegazione di 17 tra i più influenti CEO americani, Trump ha cercato la “carota” commerciale per compensare la linea dura dei dazi.

Trump, al termine della visita, ha celebrato accordi “fantastici” che prevedono investimenti cinesi in aziende USA: Pechino ha ventilato l’ipotesi di ordinare circa 200 aerei commerciali Boeing. E’stato

Raggiunto inoltre un accordo di massima per sbloccare l’export di prodotti agricoli e beni non tecnologici per un valore di 30 miliardi di dollari.

Il verdetto: un successo d’immagine, un pareggio di sostanza.