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Cyber Risk e IA. Oggi la truffa parla, sorride… e sembra il tuo capo.

Di In Economia
Maggio 22, 2026
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E se domani ricevessi una chiamata dal tuo capo… che non è il tuo capo?

Ci sono storie che sembrano uscite da un film.
Quelle che leggi e pensi “No, impossibile…”
E invece è tutto vero.

Negli ultimi mesi ha fatto il giro del mondo la vicenda legata alla multinazionale Arup, dove un dipendente sarebbe stato convinto ad effettuare bonifici milionari dopo aver partecipato ad una videocall apparentemente normalissima.

Dentro quella call c’erano colleghi, dirigenti, responsabili.
Facce vere.
Voci vere.
Movimenti naturali.

Peccato che, secondo le ricostruzioni, fossero tutti deepfake creati tramite intelligenza artificiale.

La cosa impressionante non è soltanto la tecnologia. È il fatto che oggi le truffe non cercano più di sembrare “strane”.
Cercano di sembrare rassicuranti, normali, credibili.

Ed è qui che tutto cambia.
Una volta bastava dire “Attenzione alle mail sospette.”

Oggi invece puoi ricevere una telefonata con la voce clonata, una videocall apparentemente reale, una mail perfetta, una richiesta identica a quelle che ricevi ogni giorno.

E il problema è che spesso… sembrano vere davvero… e non succedono solo alle grandi aziende.

Oggi il rischio digitale riguarda tutti. Studi professionali, aziende, negozi, agenzie, amministratori, attività locali, imprese familiari. Nessuno escluso.

E i pericoli non sono più soltanto i “virus”

Oggi il mondo Cyber comprende furti di dati, ransomware, accessi abusivi, clonazioni vocali, false autorizzazioni, PEC contraffatte, blocchi dei sistemi, richieste di riscatto, furti di identità aziendale.

E con l’intelligenza artificiale tutto questo è cresciuto in modo impressionante.

L ’IA oggi può imitare persone, scrivere messaggi perfetti, creare contenuti realistici, replicare voci e volti, rendere le truffe sempre più difficili da riconoscere.

Il problema non è solo economico. Certo, ci sono i danni economici ma, spesso il danno più grande è
il blocco dell’attività, la perdita di fiducia, il caos interno, la paralisi operativa.

E molte aziende scoprono di essere vulnerabili soltanto quando succede qualcosa.

Ecco perchè oggi si parla sempre di più di Cyber Risk

Fino a qualche anno fa sembrava un tema lontano.
Oggi non più. Perché la protezione di un’azienda non passa più soltanto dalle serrande, dagli allarmi o  dalle telecamere.

Passa soprattutto anche dai computer, dalle password, dalle procedure interne, dalla formazione, dalla sicurezza digitale.

E sì, anche dalle coperture assicurative dedicate.

La verità?

La tecnologia sta correndo velocissima.
Molto più velocemente di quanto tante persone immaginino.

E la domanda vera oggi non è più:
“Può succedere?”

Ma:
“Siamo davvero preparati se dovesse succedere?”

La risposta, almeno per ora, è semplice: no.
E forse è proprio questo il punto più delicato.

Perché oggi proteggere un’azienda non significa più soltanto proteggere muri, mezzi o macchinari.

Significa anche capire chi c’è davvero dall’altra parte di uno schermo.

E in attesa di un po’ più di consapevolezza… e magari anche di un po’ più di protezione…

Io vi auguro, come sempre, una buona polizza. 

Luca,
Un Assicuratore Amico.