Ieri si è tenuta la chiusura della 79esima edizione del Festival di Cannes 2026, e sono stati assegnati i premi ai film ed agli attori che più hanno convinto i giudici del festival. Questo è stato un Cannes con pochi grandi nomi partecipanti, che ha dato spazio a pellicole più “piccoli”, anche se molto interessanti che potrebbero convincere il grande pubblico.
La giuria, presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook e composta anche dal regista e sceneggiatore cileno Diego Céspedes, dall’attore ivoriano-americano Isaach de Bankolé, dallo sceneggiatore scozzese Paul Laverty, dall’attrice statunitense Demi Moore e dall’attrice e produttrice irlandese-etiope Ruth Negga, dalla regista e sceneggiatrice belga Laura Wandel, dall’attore svedese Stellan Skarsgård e dalla regista e sceneggiatrice cinese Chloé Zhao decreterà i vincitori.
Tilda Swinton consegnerà la Palma d’Oro a uno dei 22 film in Concorso, mentre Geena Davis, Xavier Dolan, Pierfrancesco Favino, Gael García Bernal, Nadine Labaki e Zoe Saldaña consegneranno gli altri premi.
Tutti i vincitori di questa edizione del Festival di Cannes 2026
Palma d’Oro – Fjord
Gran Premio Festival di Cannes 2026- Minotauro di Andreï Zvyagintsev
Premio Speciale
Miglior regia – ex aequo Javier Calvo e Javier Ambrossi per La Bola Negra e Paweł Pawlikowski per Fatherland
Migliore sceneggiatura – Notre Salut (Un uomo del suo tempo) di Emmanuel Marre
Migliore attrice – ex aequo Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi
Miglior attore – ex aequo Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward di Lukas Dhont
Premio Speciale della Giuria – L’avventura sognata di Valeska Grisebach
Camera d’Or – Ben’Imana di Marie Clementine Dusabejambo
Palma d’Oro per il miglior cortometraggio – Para Los Contrincantes (Aux Adversaires) di Federico Luis
Sicuramente un edizione particolare, vista l’assenza di Hollywood alla competizione che quest’anno ha aperto le porte a pellicole più particolari e non di alto budget, ma che hanno lo stesso fatto innamorare il pubblico con storie diverse ed intense. Questa è stata l’edizione del festival di Cannes più “queer” con molteplice film che hanno affrontato questo argomento, ma soprattutto con pellicola che denunciano la situazione della guerra nel mondo.
In particolare, ecco i migliori film di questa edizione. Sicuramente non possiamo inserire nei migliori film del FEstival di Cannes, Fjord, che vede protagonista Sebastian Stan. La pellicola di Mungiu ha avuto un effetto magnetico, affascinando tutti con un racconto intenso di una famiglia accusata di maltrattare i figli dopo il trasferimento in un villaggio progressista.
Una delle incredibili sorprese del Festival di Cannes è stato sicuramente Hope, il film coreano più costose di sempre si presenta a Cannes con alte aspettative. Il regista, Na Hong-jin torna a imporsi sulla scena internazionale. Hope si ambienta nel paesino sudcoreano di Hope Harbour, situato nei pressi della zona demilitarizzata col Nord, l’indagine del commissario Bum-seok sull’aggressione di un presunto animale selvatico prende una piega inaspettata quando i suoi abitanti si trovano a fronteggiare un’invasione aliena. Thriller, mistero ed horror, Hong-jin torna dietro la macchina da presa senza paura e con la voglia di stupire.
La pellicola diretta da James Gray è uno dei rari titoli hollywoodiani di un’edizione della kermesse che ha dato ampio spazio alle produzioni europee ed internazionali non statunitensi. La pellicola ha un cast di primo ordine, con Scarlett Johansson, Miles Teller ed Adam Driver. Ambientato nella New York degli anni ’80, Paper Tiger segue un ex agente di polizia, pronto ad aprire un’agenzia di consulenza per clienti facoltosi nella quale coinvolge anche suo fratello ingegnere Irwin (Miles Teller), anche lui deciso a migliorare la propria posizione sociale.
Fin dall’inizio del nuovo business sembra charo che l’impresa condurrà i fratelli su un terreno scivoloso che diventa presto pericoloso al punto da mettere a rischio la loro incolumità e quella delle rispettive famiglie quando si capisce che tra i potenziali clienti ci sono degli esponenti della mafia russa che sta dilagando nella metropoli.
Un film che ha fatto applaudire il pubblico per più di 10 minuti è stato anche The Birthday Party con Willem Dafoe. Un potente imprenditore greco organizza una festa di compleanno per sua figlia su un’isola privata. La celebrazione prende una piega inaspettata, minacciando il suo impero e le sue certezze. Un potente imprenditore greco organizza una festa di compleanno per sua figlia su un’isola privata.
Fatherland, presentato in concorso al Festival di Cannes, è un film diretto da Paweł Pawlikowski ambientato nel 1949 alle soglie della Guerra Fredda. Racconta il viaggio on the road dello scrittore tedesco Thomas Mann (interpretato da Hanns Zischler) e di sua figlia Erika (Sandra Hüller) attraverso una Germania ancora in macerie.
Una delle più belle sorprese del Festival di Cannes è stato la Bola Negra. Le prime recensioni lo descrivono come un affresco storico omosessuale ambizioso per durata e impianto narrativo, popolare, didattico, emozionante. Ispirato all’opera teatrale di Federico Garcia Lorca
Ieri si è tenuta la chiusura della 79esima edizione del Festival di Cannes 2026, e sono stati assegnati i premi ai film ed agli attori che più hanno convinto i giudici del festival. Questo è stato un Cannes con pochi grandi nomi partecipanti, che ha dato spazio a pellicole più “piccoli”, anche se molto interessanti che potrebbero convincere il grande pubblico.
La giuria, presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook e composta anche dal regista e sceneggiatore cileno Diego Céspedes, dall’attore ivoriano-americano Isaach de Bankolé, dallo sceneggiatore scozzese Paul Laverty, dall’attrice statunitense Demi Moore e dall’attrice e produttrice irlandese-etiope Ruth Negga, dalla regista e sceneggiatrice belga Laura Wandel, dall’attore svedese Stellan Skarsgård e dalla regista e sceneggiatrice cinese Chloé Zhao decreterà i vincitori.
Tilda Swinton consegnerà la Palma d’Oro a uno dei 22 film in Concorso, mentre Geena Davis, Xavier Dolan, Pierfrancesco Favino, Gael García Bernal, Nadine Labaki e Zoe Saldaña consegneranno gli altri premi.
Tutti i vincitori di questa edizione del Festival di Cannes 2026
Palma d’Oro – Fjord
Gran Premio Festival di Cannes 2026- Minotauro di Andreï Zvyagintsev
Premio Speciale –
Miglior regia – ex aequo Javier Calvo e Javier Ambrossi per La Bola Negra e Paweł Pawlikowski per Fatherland
Migliore sceneggiatura – Notre Salut (Un uomo del suo tempo) di Emmanuel Marre
Migliore attrice – ex aequo Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi
Miglior attore – ex aequo Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward di Lukas Dhont
Premio Speciale della Giuria – L’avventura sognata di Valeska Grisebach
Camera d’Or – Ben’Imana di Marie Clementine Dusabejambo
Palma d’Oro per il miglior cortometraggio – Para Los Contrincantes (Aux Adversaires) di Federico Luis
Sicuramente un edizione particolare, vista l’assenza di Hollywood alla competizione che quest’anno ha aperto le porte a pellicole più particolari e non di alto budget, ma che hanno lo stesso fatto innamorare il pubblico con storie diverse ed intense. Questa è stata l’edizione del festival di Cannes più “queer” con molteplice film che hanno affrontato questo argomento, ma soprattutto con pellicola che denunciano la situazione della guerra nel mondo.
In particolare, ecco i migliori film di questa edizione. Sicuramente non possiamo inserire nei migliori film del FEstival di Cannes, Fjord, che vede protagonista Sebastian Stan. La pellicola di Mungiu ha avuto un effetto magnetico, affascinando tutti con un racconto intenso di una famiglia accusata di maltrattare i figli dopo il trasferimento in un villaggio progressista.
Una delle incredibili sorprese del Festival di Cannes è stato sicuramente Hope, il film coreano più costose di sempre si presenta a Cannes con alte aspettative. Il regista, Na Hong-jin torna a imporsi sulla scena internazionale. Hope si ambienta nel paesino sudcoreano di Hope Harbour, situato nei pressi della zona demilitarizzata col Nord, l’indagine del commissario Bum-seok sull’aggressione di un presunto animale selvatico prende una piega inaspettata quando i suoi abitanti si trovano a fronteggiare un’invasione aliena. Thriller, mistero ed horror, Hong-jin torna dietro la macchina da presa senza paura e con la voglia di stupire.
La pellicola diretta da James Gray è uno dei rari titoli hollywoodiani di un’edizione della kermesse che ha dato ampio spazio alle produzioni europee ed internazionali non statunitensi. La pellicola ha un cast di primo ordine, con Scarlett Johansson, Miles Teller ed Adam Driver. Ambientato nella New York degli anni ’80, Paper Tiger segue un ex agente di polizia, pronto ad aprire un’agenzia di consulenza per clienti facoltosi nella quale coinvolge anche suo fratello ingegnere Irwin (Miles Teller), anche lui deciso a migliorare la propria posizione sociale.
Fin dall’inizio del nuovo business sembra charo che l’impresa condurrà i fratelli su un terreno scivoloso che diventa presto pericoloso al punto da mettere a rischio la loro incolumità e quella delle rispettive famiglie quando si capisce che tra i potenziali clienti ci sono degli esponenti della mafia russa che sta dilagando nella metropoli.
Un film che ha fatto applaudire il pubblico per più di 10 minuti è stato anche The Birthday Party con Willem Dafoe. Un potente imprenditore greco organizza una festa di compleanno per sua figlia su un’isola privata. La celebrazione prende una piega inaspettata, minacciando il suo impero e le sue certezze. Un potente imprenditore greco organizza una festa di compleanno per sua figlia su un’isola privata.
Fatherland, presentato in concorso al Festival di Cannes, è un film diretto da Paweł Pawlikowski ambientato nel 1949 alle soglie della Guerra Fredda. Racconta il viaggio on the road dello scrittore tedesco Thomas Mann (interpretato da Hanns Zischler) e di sua figlia Erika (Sandra Hüller) attraverso una Germania ancora in macerie.
Una delle più belle sorprese del Festival di Cannes è stato la Bola Negra. Le prime recensioni lo descrivono come un affresco storico omosessuale ambizioso per durata e impianto narrativo, popolare, didattico, emozionante. Ispirato all’opera teatrale di Federico Garcia Lorca