Alessandro Zanardi: l’uomo che ha dato il suo massimo in ogni categoria e nella vita. La sua incredibile storia
In America le auto sono un vero e proprio simbolo per tutti. Sin da ragazzini si sogna di diventare piloti IndyCar o Nascar o entrare nell’Olimpo della Formula1. Per gli stranieri è difficile conquistare il mondo automobilistico statunitense, ancora più complicato se è un italiano. Il motivo? La Nascar e la Indycar sono attrazioni poco comprensibili per noi italiani, ma non per Alessandro Zanardi. “Pineapple” Zanardi, soprannome datogli proprio dagli americani, ha sorpreso tutti grazie al suo immenso talento. La sua storia da pilota è un fulcro, un pilastro una vera e propria gemma per coloro che hanno voglia di diventare piloti nel suolo degli Stati Uniti. La sua grande passione per i motori è ben nota a tutti, anche se in Formula 1 non ha mai potuto dimostrarlo. La carriera di Zanardi in Formula1 è iniziata in Jordan nel 1991 gareggiando tre gare nel finale di gara. Ma purtroppo per lui l’anno successivo è stato relegato come pilota di riserva per poi correre nel 1993 con la Lotus. Nel 1994 torna a correre, ma alla fine la sua esperienza nel massimo campionato elle 4 ruote è terminata.
La carriera di Alessandro Zanardi la si può dividere in due parti: una in Europa, poca soddisfacente, e una in America dove ha portato la bandiera italiana a livelli altissimi. Nei CART ha conquistato ben due titoli mondiali che lo consacrarono come uno dei piloti più versatili e competitivi del panorama mondiale. Dopo un breve periodo di pausa è stato convinto ad andare negli USA e a Laguna Seca ha incontrato Chip Ganassi, uno delle figure principali del mondo motoristico americano. Dopo un litigio tra lo stesso Ganassi e un pilota, Zanardi è stato convinto a fare dei giri e dopo poco ha realizzato il record della pista. Dal 1996 in CART con la Chip Ganassi ha realizzato uno dei sorpassi più incredibili e mostruosi della storia del campionato americano. Alessandro Zanardi è stato apprezzato da tutti sin dalle prime settimane e nelle stagione 1997-1998 ha vinto i mondiali CART. Nessuno come lui ha rivoluzionato il mondo americano facendo innamorare tutti grazie allo stile energico, preciso e pazzesco. In questa categoria l’italiano ha vinto 15 gare, 27 podi, 10 pole position e 17 giri veloci facendo ben 636 punti. Una permanenza spaventosa quella di Zanardi che negli USA è diventato una vera e propria leggenda dei motori.
Il suo ritorno in Formula1 non è stato però dei migliori: nel 1999 alla corte di Frank Williams il suo miglior risultato è stato un settimo posto a Monza e nel 2000 ha deciso di lasciare definitivamente la F1. La vita di Zanardi è mutata diverse volte: la prima nel 2001 durante una gara del campionato CART a Lausitzring, il pilota ha subito un grave incidente che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Per un uomo normale questo episodio lo avrebbe vissuto malissimo, ma Zanardi ha saputo reinventarsi dimostrando che nelle avversità bisogna sempre reagire. Dopo essersi ripreso ha intrapreso la carriera nell’handbike evidenziando ancora una volta forza di volontà e perseveranza. La sua seconda vita di sportivo è qualcosa che deve trarre ispirazione. Dopo il tragico evento Alessandro Zanardi ha concluso quella maledetta gara avendo anche giri molto rilevanti. In handbike nelle categorie H4 e H5 è stato pazzesco vincendo in Coppa del Mondo e alle Paraolimpiadi di Londra e Rio de Janeiro. Ma, la vita è stata molto crudele con lui e nel giugno 2020 è stato coinvolto in un incidente stradale ed è stato sottoposto ad un intervento neurochirurgico e maxillo-facciale al policlinico le Scotte di Siena. A novembre Zanardi ha raggiunto finalmente la condizione fisica e neurologica di generale stabilità e nel gennaio 2021 riacquista la coscienza. Purtroppo la vita di Alessandro Zanardi è morto il primo maggio tra l’abbraccio dei suoi cari.