Dopo Roland Garros e la combattutissima finale di ieri, c’è un grande cambiamento nel ranking maschile
I due finalisti di ieri, tra incertezze e colpi di classe, hanno regalato una finale vinta all’ultimo set da Alexander Zverev, in 4 ore e 19 minuti di gioco. Il tedesco vince il suo primo grande Slam e acquisisce una sicurezza mai avuta nelle finali più importanti fino ad ora; il suo prossimo obbiettivo, in termini di ranking, potrebbe essere quello di ritrovare il secondo posto, come successo nel giugno 2022.
Zverev potrebbe approfittarne in virtù dell’infortunio di Carlos Alcaraz e di un Wimbledon andato male nel 2025; il tedesco uscì clamorosamente al primo turno contro Arthur Rinderknech in cinque set.
Carlos Alcaraz con ogni probabilità non parteciperà a Wimbledon – l’assenza gli costerà ulteriori 1350 punti, e al momento ha soli 2655 punti di distanza dal vincitore di Roland Garros 2026.
Flavio Cobolli approda nelle prime dieci posizioni nel ranking; completando l’impresa a Parigi, sarebbe stato in top five. Gli altri italiani a fare passi in avanti sono chiaramente Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi, rispettivamente 48° e 34°, abbandonando le lontane posizioni dalla top 50 n. 105° e n. 104°.
Scivola Lorenzo Musetti: in semifinale a Parigi nel 2025, perde cinque posizioni e si ritrova al sedicesimo.