La cornacchia di pordenone

Di In Animali
Giugno 13, 2026
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La cornacchia di Pordenone è il simbolo della nostra incapacità di rapportarci con l’ ambiente.In tutta Italia e in tutto il mondo i cornacchi difendono i nidi con all’ interno i pulli nel periodo fra aprile e giugno e di solito lo fanno per 2-3 settimane , finché i piccoli non sono indipendenti.Ogni anno tutto ciò ci appare come una Novità, ma è l’approccio che è sbagliato .Una cornacchia è diventata un grave pericolo per tutta l’Italia, tutto è iniziato a maggio , quando il comune emette la prima ordinanza di abbattimento, in quanto sono avvenute delle aggressioni ai passanti vicino al nido .Il Tar del friuli-venezia Giulia ha però sospeso il provvedimento, il tutto è poi finito sui media .Come al solito non è stato interpellato nessuno ornitologo, ma sono state intervistate persone a caso .ciò dimostra il rapporto non buono che abbiamo con l’ambiente e con la fauna selvatica .Le cornacchie diventano aggressive per difendere i loro piccoli, effettuando picchiate ravvicinate , vocalizzazioni e raramente baccate .Per questo se un umano o un cane passano davanti al nido lo percepiscono come una minaccia .Il pericolo è un uccello delle dimensioni di un piccione che sorvola le teste dei passanti per difendere i suoi piccoli, comportamento che avviene in decine di città italiane senza mai diventarne un caso .In questo caso si può parlare di una posizione istituzionale sproporzionata e un informazione allarmistica .Per la stessa gogna sono passati i cinghiali di Roma, i gabbiani ecc . , le cornacchie non sono diventate aggressive ma semplicemente stanno svolgendo il loro dovere genitoriale . Siamo noi che ci siamo avvicinati con i nostri palazzi , i nostri parchi, volendo un ecosistema cittadino senza animali , anche perché questo comportamento particolare dura solo 2 settimane e l’emergenza passa da sola senza condannare a morte questi simpatici animali .Basta seguire consigli piuttosto elementari ,come non avvicinarsi ai nidi , cambiare marciapiedi, indossare un cappello o un casco.Noi umani non dobbiamo dimenticare che viviamo in un ecosistema e dobbiamo rispettarlo .Per ulteriori informazioni rivolgersi all’indirizzo email lucianoubaldo50@gmail.com .